Scopriamo insieme quali sono i diritti che le coppie di fatto possono far valere pur non essendo legate da alcun vincolo contrattuale 

Coppie di fatto

La famiglia un tempo era intesa come nucleo fondato esclusivamente sul matrimonio. Col passare del tempo e con la diminuzione delle coppie che hanno optato per la classica forma contrattuale sono nati nuovi modi concepire l’unità familiare.

Anche la legge in qualche modo ha dovuto fare i conti con questo cambiamento sociale, riconoscendo anche alle coppie conviventi dei diritti e degli obblighi a cui attenersi. Naturalmente il rapporto deve essere stabile e duraturo per poter acquisire lo status di coppia di fatto.

Cerchiamo di capire come si può arrivare a questo punto e cosa si può esigere dalla legge in questi casi, sempre più numerosi.

Conviventi di fatto e Coppie di fatto: chi sono

È bene però distinguere tra conviventi di fatto e coppie di fatto. I primi sono coloro che vivono sotto lo stesso tetto da anni e hanno una relazione affettiva solida e hanno deciso di dichiararlo al Comune di residenza attraverso un’autocertificazione in carta libera. 

I secondi invece non prendono in considerazione questa ipotesi di dichiarazione, o meglio non hanno mai contemplato l’idea, magari perché non conoscono o la ritengono superflua. Purtroppo per loro così facendo sono esclusi dalla Legge Cirinnà, che disciplina i casi delle coppie non convolate a nozze, ma di cui sia stata accertata l’esistenza in maniera tangibile, ovvero attraverso la sopracitata autocertificazione.

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Quali sono i diritti esigibili dalle coppie conviventi non dichiarate?

Ciò però non significa che non hanno dei diritti, anzi, la giurisprudenza sotto questo punto di vista è piuttosto ampia. Le coppie di fatto hanno il diritto di vivere nella medesima casa, ragion per cui se la proprietà è di uno solo dei due, l’altro non può essere cacciato dall’oggi al domani.

In caso di affitto, se il convivente intestatario del contratto decede, l’altro può subentrare fino alla scadenza dell’accordo. Per quanto concerne i figli, in caso fine della relazione entrambi hanno diritto all’affidamento, al mantenimento e alle visite al pari di quanto accade per lo coppie sposate (stesso dicasi per i maltrattamenti in famiglia).

Tra gli altri istituti previsti figurano anche il risarcimento del danno. In caso di morte di uno dei due componenti della coppia, il partner ha diritto a ricevere un indennizzo. Questo però solo a patto che la convivenza abbia una stabilità lunga da far presagire che senza “l’imprevisto” sarebbe continuata nel tempo.