Sono stati giorni burrascosi per una compagnia di supermercati piuttosto diffusa nel Bel Paese. Ecco i prodotti soggetti a richiami alimentari

Richiami alimentari
Fonte Pixabay

I ritiri dei prodotti dagli scaffali del supermercato sono sempre dietro l’angolo. Questa settimana sono stati ancora più intensi per una celebre catena di supermercati del Bel Paese. Si tratta di Esselunga, che ha dovuto fare i conti con diversi richiami alimentari.

Sono stati presi alcuni alimenti a campione, in cui gli organi preposti hanno rinvenuto tracce di sostanze altamente nocive per la salute umana. Per questo è bene andare più a fondo per comprendere a quali prodotti bisogna prestare particolarmente attenzione.

Richiami alimentari: quali prodotti sono stati ritirati? Per quali motivi?

Nello specifico sono stati richiamati la robiola di monte a marchio Invernizzi, l’integratore alimentare Polase e il nettare di cocco Bjorg. All’interno del primo è stata appurata la presenza di Escherichia coli stec. Il prelievo è stato fatto presso la sede di Lissone.

Per il Polase (difesa inverno 28 e 14 bustine, GSK Consumer Healthcare S.r.l) il richiamo è avvenuto per via di tracce di ossido di etilene in concentrazioni superiori a limiti consenti.

Stessa sostanza anche nel nettare di cocco da 1 litro Bjorg. Si tratta di un ritiro precauzionale dovuto alla presenza della materia all’interno di un ingrediente specifico (gomma di guar). Questo però non deve allarmare oltremodo gli altri prodotti del brand non sono contaminati.

Dunque, chi ha acquistato questi alimenti/integratori non deve assolutamente consumarli e può tranquillamente riportarli al punto vendita dove li ha comprati. Una prassi piuttosto importante da espletare in modo tale che gli articoli finiscano il loro ciclo senza danneggiare nessuno.

LEGGI ANCHE >>> Prodotti alimentari ritirati, dal riso e la pasta al gelato: incubo supermercato

Sul sito ufficiale del marchio di supermercati nella sezione degli avvisi ci sono le immagini, che possono essere fondamentali in questi casi. Fa seguito il link che rimanda all’avviso di sequestro da parte del Ministero della Salute. 

Una corretta applicazione della prassi che può aiutare molte persone ad evitare conseguenze spiacevoli. Ad ogni modo le pagine del dicastero in questione forniscono sempre tutte le informazioni dettagliate.