A un certo punto, i sogni lasciano il posto alla realtà. E il lavoro richiede impegno a fronte di compensi non sempre costanti. L’analisi di Jobpricing.

Lavoro guadagno
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Lavorare per vivere. Un concetto che accomuna la stragrande maggioranza degli esseri umani e che, in fondo, viene affrontato fin da bambini. Da quando si comincia a chiedere quale lavoro si vuole fare da grandi fino all’età adulta, quando i sogni lasciano perlopiù posto alla realtà, magari meno idilliaca di come la si era immaginata. Anche perché, specie a partire dalla crisi del 2008, la questione dello stipendio è diventata estremamente delicata. Salari ridotti, proteste a tema, contratti non sempre aderenti al giusto. Una serie di condizioni che hanno modificato radicalmente il mercato del lavoro.

Resta comunque il fatto che alcuni lavori sono più redditizi di altri. E questo per una serie di ragioni ,che vanno dalle qualifiche ottenute alla semplice richiesta di un determinato momento storico. In Italia, ad esempio, a fronte di settori lavorativi in cui ci si trova di fronte alla stagnazione dei compensi, ve ne sono alcuni che garantiscono una maggiore sicurezza in termini economici. Cinque in particolare, aiutati anche dalle novità i termini di digitalizzazione, ampliata notevolmente nell’ultimo anno e mezzo.

Lavoro, i cinque settori più retribuiti: qui si guadagna meglio

Banche e servizi finanziari, ad esempio, hanno beneficiato proprio dell’innovazione tecnologica per migliorare le loro prestazioni. Ma anche il settore farmaceutico e delle biotecnologie ha subito un’importante implementazione. Restano a livelli di guardia, secondo i dati del Jobpricing, anche il settore delle materie prime oil&gas, l’ingegneria e le telecomunicazioni. Nel nostro Paese, l’ammontare degli stipendi varia a seconda del settore in cui si opera. Ad esempio, nel 2018 la media di un dipendente privato superava di poco i 29 mila euro lordi l’anno. In banca, mediamente, ci si aggira sui 42 mila euro lordi, ovvero il 44% in più della media. Circa 40 mila nel settore farmaceutico e fra i 36 mila e i 38 mila per gli altri tre.

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Di contro, vi sono settori che arrancano. Per esempio, nel settore agricolo si viaggia sui 24 mila euro l’anno, mentre quello della ristorazione e degli hotel non ci arriva nemmeno: 23.717 euro. Poco meglio nel settore turistico, con circa 26 mila euro lordi l’anno, gli stessi del settore della lavorazione del legno. Questo influisce direttamente anche sulle figure professionali. Ad esempio, un dirigente guadagna in media 100 mila euro l’anno. Nel settore finanziario si arriva anche a 111 mila euro lordi in busta paga. Si scende un poco nel settore aeronautico (108 mila euro lordi) e nella ceramica (107.633). Per intenderci, nel settore agricolo il massimo sfiora appena i 95 mila euro lordi l’anno. Per un impiegato comune, difficilmente si arrivano a superare i 31 mila euro lordi, anche se le variazioni arrivano fino a un massimo di 36 mila euro (oil&gas) e un minimo di 26.782 euro (hotel). Stesso discorso per gli operai: 29 mila euro circa l’anno per chi lavora nell’oil&gas, appena 21 mila per il settore viaggi e turismo.