Brutte notizie per chi non paga le rate di rottamazione e saldo e stralcio. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali possono essere le conseguenze.

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Al fine di contrastare la diffusione del virus ci viene chiesto da ormai più di un anno di prestare attenzione a vari accorgimenti. Misure che hanno portato, purtroppo, molte imprese a chiudere i battenti, con inevitabili conseguenze negative per numerose famiglie, che si ritrovano a dover fare continuamente i conti in tasca. Se tutto questo non bastasse sono in molti a temere di dover fare i conti con alcuni debiti pregressi con il Fisco, come ad esempio delle cartelle esattoriali.

Proprio in questo contesto si annoverano le rate della rottamazione e del saldo e stralcio per chi ha aderito alla pace fiscale. Una misura importante, con molti di coloro che hanno deciso di aderire che rischiano di dover fare i conti con delle conseguenze non indifferenti, in caso di mancato pagamento. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pace fiscale, brutte notizie per chi non paga: tutto quello che c’è da sapere

È fissato per il 30 settembre il termine ultimo per il pagamento delle rate della rottamazione e del saldo e stralcio dovuto originariamente a luglio 2020. Ma quali sono le conseguenze per chi non paga? Ebbene, per chi ha aderito alla pace fiscale, è importante effettuare il pagamento entro la data di scadenza, o comunque con un ritardo non superiore ai 5 giorni di tolleranza concessi per legge.

In caso contrario, infatti, si perderanno tutti i benefici della pace fiscale. Un aspetto da non trascurare, soprattutto considerando che, in base ad alcuni dati resi disponibili dal quotidiano Italia Oggi, sembra che al momento manchino all’appello ben 800 mila pagamenti rispetto a quelli previsti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, per un totale di 4 miliardi.

Questo vuol dire che sono in molti che, in caso di mancato pagamento entra la data prestabilita, rischiano di perdere i relativi vantaggi. Ma non solo, dovranno fare i conti con un ricalcolo del debito dovuto, con tanto di sanzioni e interessi. Se tutto questo non bastasse, si va incontro all’impossibilità di poter nuovamente dilazionare i debiti pregressi con il fisco.

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Vi sono tuttavia delle eccezioni. In base a quanto stabilito dal decreto Rilancio, infatti, chi non ha pagato le rate del saldo e stralcio e della rottamazione ter scadute nel 2019 può accedere alla relativa rateizzazione. Stesso discorso, in questo caso previsto dal  decreto Ristori, per i debiti riguardanti la prima e la seconda rottamazione decaduti, purché si rispetti la scadenza del 31 dicembre 2021.