Alcune occupazioni possono provocare problemi alla salute senza che il lavoratore ne sia a conoscenza. La notizia è scioccante.

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La rivista scientifica Thorax ha riportato le conclusioni di uno studio che ha portato a rivelazioni inaspettate. Oltre al fumo, altre circostanze possono causare problemi respiratori di una certa importanza senza che i lavoratori ne siano a conoscenza. La Fondazione Veronesi ha raccolto le informazioni per portarle all’attenzione degli italiani. Lavorare di notte provoca effetti negativi sulla capacità respiratoria. Nello specifico il rischio è l’insorgere dell’asma, anche in forme gravi. La causa è da ritrovarsi nell’alterazione del ritmo cardiaco che regola il ciclo sonno/veglia.

Lo stile di vita che causa problemi respiratori

Lavorare di notte causa problemi respiratori. Questa conclusione coinvolge tanti lavoratori. Basti pensare che in Europa 1 dipendente su 5 fa il turno di notte. Il ritmo cardiaco viene, così, alterato e tale sfasamento è causa di diverse malattie. Secondo la scienza, infatti, può portare al cancro, a malattie cardiovascolari e metaboliche. In più, scopriamo, ora, che predispone all’asma.

Come si è svolto lo studio

Gli scienziati hanno studiato un campione di 286.825 individui di età compresa tra i 37 e i 72 anni. L’83% dei lavoratori svolgeva un lavoro da ufficio mentre il 17% lavorava su turni la metà dei quali di notte. Di questi, il 5% soffriva di asma. Da qui la correlazione tra lavoro notturno e problemi respiratori manifestati in varie forme, anche gravi.

I soggetti che svolgevano turni di notte avevano una possibilità del 36% in più di ammalarsi indipendentemente dal cronotipo del lavoratore (predisposizione al sonno).

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Chi sono i soggetti più colpiti dai problemi respiratori

Naturalmente, man mano che si avanza con l’età, il corpo necessita di andare a dormire prima. Di conseguenza, i giovani avranno meno ripercussioni in caso di alterazione del ritmo cardiaco dovuto allo svolgimento di lavori notturni. Continuandolo a fare per tanti anni di seguito, però, le possibilità di insorgenza dell’asma aumentano. 

Oltre allo studio citato è possibile riportarne un altro effettuato in Brasile su un gruppo di poliziotti. Chi svolgeva maggiormente turni di notte risultava esposto a infezioni polmonari. La teoria della correlazione tra lavoro notturno e problemi respiratori sembra, dunque, confermata.