Una vera e propria rivoluzione per il settore bancario. I contanti sono pochi e la riorganizzazione necessaria.

soldi in banca

Gli ultimi mesi nel nostro paese hanno evidenziato una necessità quasi vitale da parte delle istituzioni di indirizzare le abitudini degli italiani verso l’utilizzo di bancomat e carta di credito rispetto al più comune denaro contante. Questo chiaramente per ridurre i rischi di evasione fiscale. Le iniziative lanciate negli ultimi mesi, cashback e lotteria degli scontrini vanno chiaramente in questo senso. Premiare chi utilizza carte di credito e bancomat rispetto al contante.

Di conseguenza a risentirne è il settore bancario, nello specifico per quel che riguarda gli Atm delle varie agenzie. Una vera e propria rivoluzione è in corso. Presto sempre più agenzie scompariranno e lasceranno il posto a uffici di semplice consulenza. Molti bancomat chiuderanno e l’intera politica verrà riconsiderata. Commissioni base di 0.50 centesimi a prelievo ed importo variabile a seconda degli istituti di credito se si preleva presso una banca che non è la nostra. Tutto però, sembra ancora essere in alto mare al momento.

Poco contante in giro e crisi sportelli: cosa potrebbe succedere a breve

Versamenti presso l'ATM bancomat: quando la banca può indagare
Atm Bancomat (Fonte foto: web)

Gli sportelli diminuiranno ma i costi saranno più alti, logica conseguenza di una dinamica generale che porterà via via alla scomparsa, forse, della maggior parte degli Atm. I costi di gestione aumentano per le banche a fronte di un aumento della transazioni on line e con strumenti diversi tipo bancomat o carta di credito. La conseguenza sarà l’aumento delle spese per i correntisti che andranno a pagare commissioni più alte sui prelievi.

Questo potrebbe portare ad un ulteriore diminuzione della circolazione dei contanti e di conseguenza ad un aumento delle operazioni con bancomat o carta di credito. Il settore insomma rischia di ricevere un duro colpo.

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Per fine 2021 è attesa la decisione finale da parte delle istituzioni in merito ad una rivisitazione dell’intero comparto organizzativo che rischia di compromettere molte dinamiche, oltre che far aumentare le spese di gestione dei conti correnti ai cittadini.