La banca dice “no”: ecco i motivi del rifiuto di un prestito e come evitarlo

Conoscere i motivi del rifiuto di un prestito consentirà di prepararsi adeguatamente alla richiesta e di evitare che la banca dica “no” al proprio progetto.

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Gli istituti di credito prima di concedere l’erogazione del prestito mettono in atto diverse verifiche volte a controllare l’affidabilità creditizia del cliente. Prestare una somma di denaro e rischiare di non riottenerla indietro è un pensiero inaccettabile per le banche che cercheranno di ridurre al minimo i rischi di inottemperanza. Da qui la scelta di richiedere al possibile debitore una serie di documenti e di requisiti indispensabili per poter acconsentire al prestito. Qualora la documentazione fornita non risultasse soddisfacente, è facoltà della banca poter dire “no” alla richiesta del cliente.

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I motivi del rifiuto della banca: l’assenza di busta paga

Gli istituti di credito propongono agli utenti veri prodotti finanziari tra cui i prestiti. Le proposte si diversificano principalmente per i tassi applicati al finanziamento mentre presentano caratteristiche comuni quali flessibilità e personalizzazione. Un altro aspetto che accomuna i prodotti delle differenti banche e finanziarie riguarda la documentazione e i requisiti richiesti. Ed è proprio partendo da questi che si potranno conoscere i motivi del rifiuto di un prestito.

Elementi chiave per gli istituti di credito sono la busta paga, il cedolino della pensione o la dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi. Chi non è in possesso di tale documentazione riceverà, probabilmente, un “no” come risposta a meno che non abbia delle ulteriori entrate fisse mensili a supporto della richiesta.

La scarsa affidabilità creditizia, un punto chiave del rifiuto del prestito

Una verifica effettuata immediatamente dalla banca riguarda l’affidabilità creditizia del possibile cliente. Il controllo si base sulla consultazione del database del Sistema di Informazione Creditizia all’interno del quale si trovano le liste dei cattivi pagatori e dei protestati. Omissioni e ritardi nei pagamenti delle rate di prestiti precedenti, infatti, comportano l’inserimento del debitore all’interno di elenchi facilmente consultabili dalle banche che sottolineano l’inaffidabilità del richiedente.

Nel momento in cui l’istituto di credito conoscerà i trascorsi del cliente, rifiuterà la domanda di prestito se a sostegno non interverranno fattori che dimostreranno la possibilità di restituzione completa del debito (ritorniamo alla busta paga da lavoro dipendente a tempo indeterminato come requisito chiave). In alternativa occorrerà attendere di essere cancellati dalla lista dei cattivi pagatori o dei protestati per avanzare nuova domanda di finanziamento.

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Situazione patrimoniale, la verifica sul reddito è prassi

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La banca cercherà di constatare che il reddito percepito dal richiedente sia sufficiente per coprire sia il pagamento della rata mensile del prestito sia tutte le spese che una famiglia deve affrontare ogni mese. Il conto matematico che viene eseguito è molto semplice. La rata non può essere superiore ad 1/3 dell’importo mensile. Superando tale limite e non avendo a supporto una situazione patrimoniale altamente solida si riceverà un “no” come risposta alla domanda di prestito.

Lavoratori precari, disoccupati, casalinghe e studenti

La situazione dei lavoratori precari, dei disoccupati, delle casalinghe e degli studenti che non possono mostrare una busta paga riguarda un capitolo a parte dato che diverse banche creano prodotti appositi rivolti alle categorie in questione. Soprattutto i giovani studenti sono “privilegiati” potendo usufruire di appositi prestiti ideati per chi non ha ancora un lavoro. Naturalmente, la banca non concede l’erogazione di denaro se sul piatto della bilancia i rischi superano notevolmente i vantaggi.

Alle categorie più svantaggiate economicamente verranno richieste altre garanzie quali la figura di un garante, entrate fisse mensili (come un affitto di una casa di proprietà) sicure fino al termine del piano di ammortamento, l’ipoteca sulla casa o l’accettazione di un prestito differente, quali il prestito cambializzato. Senza garanzie la domanda di finanziamento verrà rifiutata con un secco “no” da qualsiasi banca.