Si avvicina il termine per il pagamento delle cartelle esattoriali. Vediamo fino a quando c’è tempo per saldare quanto dovuto 

Cartelle esattoriali
Soldi (Fonte foto: Pixabay)

Il 1 settembre è terminato lo stop alle notifiche e ai pagamenti, ragion per cui il Fisco ha ripreso con le ordinarie procedure di riscossione. Il compito per coloro che sono alle prese con le cartelle esattoriali finora congelate sarà facilitato fino alla fine dell’anno.

Ad ogni modo però bisogna tener conto dei termini e delle condizioni da rispettare tassativamente onde evitare spiacevoli situazioni. Cerchiamo quindi di comprendere al meglio lo scenario che si potrebbe prospettare per i cittadini tutt’ora inadempienti. 

Cartelle esattoriali e pace fiscale: le date di scadenza

La legge di conversione del decreto Sostegni bis numero 106/2021 ha fissato al 31 agosto la scadenza della sospensione delle cartelle esattoriali. Da settembre è quindi stato ripristinato il vecchio regime, ma l’interrogativo che affligge i soggetti coinvolti è il seguente: fino a quando c’è tempo per pagare le somme congelate?

La risposta è fino al 30 settembre 2021. Considerando che ormai il nono mese dell’anno è agli sgoccioli, il tempo a disposizione per rimettersi in pari è decisamente poco. Ciò riguarda in particolar modo gli atti in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 (21 febbraio per i comuni della zona rossa) e il 31 agosto 2021. 

La suddetta data è fondamentale anche per quanto concerne la pace fiscale. Vanno pagate le rate scadute il 31 luglio 2020. La prossima tappa è prevista per il 30 novembre, entro il quale chi non è ancora a posto con i versamenti delle rate riferite al 2019 e al 2020, dovrà pagare tutte quelle dovute per l’anno 2021. 

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Per entrambe le scadenze è prevista una tolleranza di 5 giorni, che consente di salvare i versamenti eseguiti con un ritardo catalogabile come lieve. Superato questo termine, i pagamenti non saranno presi in considerazione ai fini della pace fiscale. Anzi è prevista la decadenza del beneficio.

Dunque, seppur machi pochissimo, ancora si può evitare di perdere queste importanti opportunità che gli organi politici hanno concesso per far fronte alla crisi economica generata dal covid-19.