Il drammatico racconto di signora anziana truffata che ha denunciato come ha perso i suoi risparmi attraverso una subdola truffa online

Anziana truffata
Fonte adobe

Perdere tutto ciò che aveva risparmiato con una vita di sacrifici e lavoro. È un dramma che non si augura a nessuno, ma che purtroppo a qualcuno capita, visto che gli hacker malintenzionati sono sempre dietro l’angolo.

La sfortunata protagonista di questa vicenda si chiama Cinzia Bolla, 60enne residente a Gorgonzola in provincia di Milano. Solitamente il paese del noto formaggio nostrano famoso in tutto il mondo, ci fa sorridere, stavolta però ci ha lasciato in dote una vicenda alquanto spiacevole.

Come ha perso i suoi risparmi: la testimonianza dell’anziana truffata

Al passo con le nuove tecniche di raggiro, la donna è stata vittima di un vero e proprio  phishing. Il tutto è iniziato con un messaggio della banca con all’interno un link (non bisogna mai cliccare). Quella sera ha poi ricevuto una telefonata dal numero verde dell’istituto di credito chiedendole se fosse a conoscenza di un bonifico di 21.000 euro che stava effettuando verso un conto svizzero.

Il giorno successivo le hanno chiesto gli estremi della sua carta per fermare l’operazione ed ingenuamente pensando potesse servire glieli ha forniti. L’hanno invitata a scaricare un’applicazione attraverso cui manovravano il suo smartphone.

A quel punto iniziando a nutrire dei sospetti, si è rivolta ai carabinieri. Le forze dell’ordine l’hanno messa al corrente delle manovre compiute a sua insaputa. Tramite bonifici e ricariche si sono appropriati di ingenti cifre di denaro per un totale di 33.000 euro.

Immediatamente ha presentato un esposto all’Arbitro Bancario Finanziario con l’auspicio di poter recuperare quanto indebitamente le è stato sottratto.

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Nel frattempo ha deciso di sospendere il servizio home banking e a tal proposito ha dichiarato: “Non è giusto che tramite internet si possano eseguire delle operazioni così importanti senza garanzia di sicurezza. Ora la banca ha inserito il sistema di notifica per scoprire eventuali accessi indesiderati, ma per me è troppo tardi”.

La signora infatti ha dovuto fare i conti anche con il risvolto psicologico della situazione, visto che si è vista sottrarre tutto ciò che aveva e ha dovuto convivere con la sensazioni di non avere più nulla.