Prosegue lo scambio di accuse fra le famiglie che si contendono l’affidamento del piccolo Eitan. Dall’eredità al risarcimento dell’incidente.

Mottarone Eitan eredità
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Una tragedia che non conosce fine. Un vortice infinito di sofferenza di cui il piccolo Eitan, unico superstite del disastro del Mottarone del maggio scorso, continua a essere protagonista involontario e inconsapevole. Privato della sua famiglia e, ora, portato via dalla casa degli zii che lo avevano accolto. Con in ballo, secondo quanto ipotizzato proprio da questi ultimi, dei possibili interessi economici che potrebbero aver spinto il nonno Schmuel Peleg a portarlo con sé. L’eredità dei bisnonni Itshak e Barbara Cohen per l’esattezza, morti assieme al papà, alla mamma e al fratellino di Eitan.

E’ come se non si fosse mai interrotto l’incubo del Mottarone. In discussione non ci sarebbe solo l’eredità della famiglia Cohen (che peraltro ora sarebbe ferma in attesa di accertamenti sull’esatta dinamica dell’incidente), ma anche i risarcimenti che spetteranno al bambino quando verranno accertate le responsabilità del disastro. Tutto in divenire al momento. Così come ci sarà da attendere per capire cosa accadrà sull’affido. I legali degli zii punterebbero sull’istanza di avvio della procedura della Convenzione dell’Aja per sottrazione di minori. Il 29 settembre si svolgerà a Tel Aviv un’udienza, a seguito della richiesta della zia di una restituzione immediata.

La tragedia senza fine di Eitan: cosa succede ora

La zia affidataria, Aya, nei prossimi giorni si recherà probabilmente in Israele per incontrare nuovamente il bambino, dopo aver intrattenuto con lui dei brevi colloqui telefonici. La decisione definitiva sul ritorno in Italia potrebbe arrivare sia direttamente dai magistrati israeliani (con possibile pronunciamento fra qualche settimana) oppure con un accordo fra i due Paesi. Per quanto riguarda l’eredità, è stato il marito di Aya, Or Niko, a parlarne. Come riferito dall’uomo, citato da Repubblica, “può essere che l’erede principale fosse la mamma di Eitan e, di conseguenza, anche Eitan fosse il prossimo in linea di successione di un grande patrimonio”. Concludendo di fatto che su quanto accaduto possa stagliarsi l’ombra di un movente legato al denaro, parlandone come di “una possibilità”.

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Accuse, ipotesi, supposizioni che aggiungono sale su una ferita ancora estremamente dolorosa. Il piccolo Eitan è l’unico superstite dell’incidente che il 23 maggio scorso ha provocato la morte di 14 persone, salite sulla funivia che collega Stresa al Mottarone per una giornata a contatto con la natura. Una delle prime dopo le chiusure provocate dalla pandemia. Ma quello che sembrava un pomeriggio di svago e relax, si è trasformato improvvisamente in una tragedia nel momento in cui, quasi all’approdo, il cavo di sostegno della cabina si era sganciato, trascinandola indietro fino a farla schiantare al suolo. I freni d’emergenza non entrarono in funzione.