Brutte notizie per coloro che percepiscono la pensione di reversibilità. Per molti, infatti, da oggi scatta la revoca. Ecco il motivo.

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La pensione si rivela essere, senz’ombra di dubbio, un traguardo importante della propria vita. Quest’ultimi, infatti, viene raggiunto dopo tanti anni passati a lavorare alle prese con i vari impegni e scadenze da rispettare. Non stupisce, quindi, che siano in molti a non vedere l’ora di poter finalmente accedere al trattamento pensionistico, per poter così finalmente staccare la spina dai vari impegni quotidiani e dedicarsi alle proprie passioni, in compagnia delle persone a noi più care.

A proposito di pensione è bene sapere che, in caso di morte, tale sussidio viene garantito ai propri famigliari, se aventi diritto, in modo tale da garantire di mantenere lo stesso tenore di vita. Si tratta, ovviamente, della pensione di reversibilità, per cui, per poter accedere a tale trattamento, è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Quest’ultimi devono essere posseduti anche in seguito, pena la decadenza del sussidio stesso. Lo sanno bene tutti coloro che a partire da oggi rischiano di fare i conti con la revoca di questo trattamento. Ma per quale motivo? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Pensione di reversibilità, attenzione: da oggi scatta la revoca per chi non ha presentato il modello Red

Come già detto, per avere diritto alla pensione di reversibilità bisogna essere in possesso di determinati requisiti. Quest’ultimi devono essere posseduti anche in seguito, in modo tale da poter continuare a percepire il sussidio. Proprio per questo motivo, così come avviene per altre prestazioni collegate al reddito, anche chi riceve la pensione di reversibilità deve dichiarare fornire a presentare la dichiarazione dei redditi.

Tale comunicazione viene effettuata tramite il modello RED. Si tratta di una dichiarazione della situazione reddituale annuale, grazie alla quale l’Inps accerta la sussistenza dei requisiti. Ebbene, grazie a un comunicato Inps del 21 luglio, l’istituto di previdenza aveva invitato a prestare attenzione alla data del 15 settembre 2021. Questo, infatti, è stato il termine ultimo per presentare i dati reddituali inerenti gli anni precedenti, pena la revoca dell’assegno.

Ma non solo, come si legge sempre nel comunicato in questione: “Sulle pensioni che siano, in tutto o in parte, collegate al reddito (ad esempio integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, pensione ai superstiti) i cui titolari, nonostante i solleciti, non abbiano ancora fornito i dati reddituali relativi al 2017 e al 2018, ad agosto e settembre verrà applicata una trattenuta di circa 14 euro, per le pensioni integrate al minimo, o, per quelle di importo superiore, pari al 10% della pensione”.

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I soggetti interessati, quindi, si sono visti applicare delle trattenute nelle ultime mensilità. Ma non solo, ieri, 15 settembre, è scaduto ieri il termine ultimo per poter inviare i dati reddituali relativi al 2017 e al 2018. Chi non lo ha fatto, pertanto, da oggi si vedrà revocare tale trattamento.