Ecco la storia di Francesca, che lavorava al 41esimo piano della Torre 2 e che si è salvata grazie alla conserva di pomodoro.

torri gemelle
Photo by Robert Giroux/Getty Images

L’11 settembre 2001 ha cambiato per sempre la storia di tutto il mondo. Le immagini degli aerei che si sono schiantati sulle Torri Gemelle prima e sul Pentagono poi, infatti, rimarranno per sempre impresse nella memoria di tutti noi. Un attentato terroristico che ha causato la morte di migliaia di persone, oltre che ingenti danni di tipo economico.

Lo sa bene Francesca Lo Monaco D’Angelo, siciliana trapianta a New York, che lavorava al 41° piano della Torre 2. Nel corso di un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano ha raccontato di come sia salva grazie alla conserva di pomodoro, svelando anche un aneddoto su una polizza assicurativa. Ecco le sue dichiarazioni.

Torri gemelle, salva grazie alla conserva di pomodoro: la storia di Francesca

Nel corso di un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Francesca Lo Monaco D’Angelo ha raccontato di come sia salva grazia alla conserva di pomodoro. La donna lavorava al 41esimo piano della Torre 2, ma fortunatamente il giorno dell’attentato non si era presentata in ufficio. Aveva infatti chiesto un giorno libero per fare le conserve, dato che il marito aveva comprato le cassette di pomodoro.

Originaria di Alcamo, in provincia di Trapani, si è trasferita a New York nei primi anni Settanta assieme alla sua famiglia, continuando a mantenere comunque negli anni le tradizioni della sua terra natia. Divenuta manager di una grossa compagnia assicurativa, era riuscita a realizzare il sogno della sua vita. L’11 settembre del 2001, poi, la tragedia che ha sconvolto il mondo, con la donna che fortunatamente non era in ufficio.

Mio marito aveva comprato le cassette di pomodoro e mi aveva chiesto: puoi prendere un giorno libero al lavoro così facciamo le conserve? – ha infatti raccontato la donna – Proprio quel giorno io ero stata invitata da un cliente per andare a giocare una partita di golf. Sono cose che fanno parte del lavoro, nelle grosse compagnie succedono spesso: allora ho chiesto a una ragazza che lavorava per me di sostituirmi“.

Ma non solo, sempre nel corso dell’intervista la donna ha raccontato un aneddoto riguardante il suo lavoro: “Neanche due mesi prima avevo stipulato una polizza per Silverstein Properties, che aveva rilevato il World trade center: era la società proprietaria delle torri e le aveva assicurate con noi. Quella era una polizza molto alta, perché copriva i danni superiori ai 200 milioni di dollari. Tutti i danni di valore inferiore erano coperti da altre compagnie, poi entravamo in gioco noi“.

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Vedendo le immagini dell’attentato, quindi, ricorda che in un primo momento “Da una parte mi tremavano le mani e le gambe perché non capivo cosa stesse succedendo. Dall’altra pensavo: oh my god, abbiamo superato il limite di danno della polizza“. Un’assicurazione che comunque non è stata mai pagata, dato che gli atti di terrorismo non erano oggetto di copertura da parte della polizza.