La bolletta del gas metano solitamente è quella che pesa di più sul bilancio familiare una famiglia media. Ecco perché è fondamentale saper leggere tutte le voci per imparare a risparmiare.

Energia gas (Fonte foto: web)

Per un un contratto di fornitura per il riscaldamento, l’acqua calda sanitaria e l’utilizzo in cucina, una famiglia consuma dai 1.200 ai 1.500 metri cubi di gas annui, con una spesa che può anche superare i 1.000€ all’anno. Variazioni si presentano anche in base alla Regione di residenza e da abitudini di consumo chiaramente soggettive, ma è innegabile che l’utente medio difficilmente potrà affermare di aver speso poco per il gas.

Ma come fare a capire se il conto in bolletta è in linea con le nostre esigenze? È possibile leggerne le specifiche e risparmiare? Andiamo a conoscere un po’ più nel dettaglio come è strutturata una fattura del gas.

Bolletta del gas: sono tutte uguali?

Innanzitutto va precisato che sì, per qualsiasi fornitore di materia prima che emette la fattura – ENI, Enel, Acea, Hera eccetera – valgono le regole dell’Autorità del settore Energetico. La società deve quindi strutturare la bolletta secondo precisi criteri, inserendo informazioni specifiche come ad esempio il Codice Cliente, la posizione del Contatore, i coefficienti di calcolo di potenza erogata, di costo standard al consumo (Smc) e ovviamente le condizioni contrattuali.

Vi sono poi tutte quelle voci che fanno un po’ confondere – e talvolta arrabbiare – gli utenti, perché mostrano sempre dei costi che vanno ad aggiungersi alla tariffa base e che di primo acchito sembra non abbiano senso. Vediamo quali sono e cosa stanno a comunicare all’utente:

Spesa per la materia prima

In questo caso Gas Metano. Si tratta del costo lordo del gas che l’utente ha consumato, comprensivo degli oneri sostenuti dalla compagnia fornitrice per il suo acquisto e la sua gestione.

Spesa per Trasporto e Gestione del contatore.

Vengono addebitati tutti i costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione della materia prima all’utenza.

Oneri di Sistema

Vi è una quota da pagare stabilita non tanto dal fornitore del Gas ma dall’Autorità competente che è l’ARERA, acronimo che sta per Autorità Energia Elettrica e Gas), che va a coprire costi e/o investimenti dell’azienda. Rientrano in queste categorie oneri come ad esempio interventi di manutenzione o per la ricerca di fonti rinnovabili, conguagli o pareggiamenti di conti o costi generici sostenuti per la gestione dell’azienda stessa. È proprio questa voce che fa “infuriare” gli utenti, perché comporta una spesa annua media che può arrivare anche al 30% del totale speso per la fornitura di gas.

Imposte

Sulle spese lorde relative ai precedenti punti, vengono ovviamente applicate le tasse, le addizionali regionali e l’IVA, che va dal 10% per i primi tot metri cubi consumati per salire poi al 22%.

Altre voci

Possono essere inserite in fattura anche altre spese. Per esempio ci sono quelle per la voltura (una tantum), di interventi di manutenzione straordinaria o di sostituzione del contatore oppure di interessi di mora su fatture non pagate o conguagli.

Quanto costa il gas al metro cubo?

Andando a individuare il prezzo del Gas, dunque, troveremo sempre in bolletta il prezzo stabilito dal proprio fornitore. Le medie nazionali si attestano tra gli 0,85 centesimi e 1,20€ al metro cubo, in base appunto al tipo di contratto e/o alla Regione di appartenenza.

Nel 2021 c’è stato un aumento significativo di +15,3% del prezzo per la materia prima, anche a causa dei problemi economici derivanti dalla pandemia mondiale. Più precisamente – come comunicato nel sito ufficiale ARERAdal 1 luglio 2021, il prezzo del gas è stato stabilito in 84,67 centesimi al metro cubo, tasse e oneri inclusi. Scendendo nel dettaglio, di questi 84,67 centesimi 31,58 centesimi più altri 5,28 centesimi servono per coprire la spesa del gas. Sono 13,68 i centesimi per il trasporto e la gestione della materia prima e 3,96 centesimi per gli oneri di sistema.

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Come risparmiare sulla bolletta del gas

A fronte di questi aumenti, come riuscire ad abbattere il costo della bolletta del gas? Si possono attuare diverse strategie. Oltre naturalmente ad osservare comportamenti che scongiurino gli sprechi, si può anche pensare di valutare la sostituzione di porte e finestre. Molto del calore sprigionato dai termosifoni fuoriesce da infissi che non sono a risparmio energetico, magari perché molto vecchi. Le politiche di Governo offrono incentivi e sgravi fiscali per chi esegue dei lavori di ristrutturazione in tal senso. Dunque una spesa iniziale che può sembrare cospicua porta, nel tempo, un risparmio generale sui consumi del riscaldamento.

Inoltre per chi non fosse soddisfatto delle tariffe del proprio fornitore di energia, c’è una buona notizia. Possiamo “contrattare” è il costo della materia prima e quindi si può scegliere di cambiare fornitore a costo zero. Non esiste infatti nel mercato della Luce e del Gas un costo per allacciarsi o scollegarsi alla rete di distribuzione. Quindi vale la pena confrontare le migliori offerte degli operatori attualmente presenti e scegliere l’azienda che eroga il servizio più affine alle proprie esigenze.