Chi chiude, chi applica commissioni pesanti… Il futuro degli sportelli bancomat è sempre più a rischio, così come quello del contante.

Bancomat cancellazione
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E’ una strategia anche questa. Diminuire la presenza degli sportelli Atm, necessari per il prelievo bancomat, al fine di incentivare l’abitudine dei pagamenti tracciabili. Una mossa pensata in parallelo al disincentivo del ricorso al contante, con gli istituti di credito pronti a rimuovere del tutto gli sportelli pur di dare il proprio contributo al piano anti-evasione. Ma non si tratta solo di questo. Un ruolo non secondario lo gioca anche la crisi. Al momento, secondo i dati di Bankitalia, la progressione di chiusura ha portato una riduzione degli sportelli Atm del 3,4% rispetto al 2019. Ben 831 sportelli nel 2020.

Una riduzione che parla la lingua della crisi bancaria, italiana e anche europea, specie dopo la Brexit. Il report di Bankitalia è piuttosto chiaro in questo senso: una banca ogni 2.522 abitanti in Italia, e ben 2.802 comuni dove non vi è nemmeno un istituto di credito. Il che, se proporzionato alla progressiva scomparsa dei bancomat, rischia di creare un corto circuito fra i correntisti. Non va meglio in altri Paesi come, appunto, la Gran Bretagna. Secondo IlGiornale.it, un report britannico avrebbe indicato la scomparsa di 801 filiali bancarie, mentre altre 103 dovrebbero chiudere entro l’anno.

Addio agli sportelli bancomat: cosa c’entra la crisi bancaria

Lo stesso quotidiano, poi, traccia una panoramica sulla situazione dei servizi bancari in Italia, evidenziando come la crisi abbia contribuito alla chiusura di un discreto numero di banche. A pagare il dazio maggiore è stata la Valle d’Aosta, con il 6,3% in meno di filiali. Dati più bassi, ad esempio, nel Lazio: -3,5%. Fra i gruppi bancari più attivi nella riduzione di bancomat e filiali, ci sono gli olandesi di Ing, con ben 63 casse automatiche chiuse sul territorio nazionale, oltre che 7 filiali. Ma il trend non è isolato: secondo gli analisti, occhio anche a Fineco (che punta ai depositi inattivi superiori a 100 mila euro, chiamati ad alleggerire le giacenze con forme di investimento) e Danske Bank, pronta ad abbassare il limite dei tassi di interesse negativi a 13.500 euro.

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Secondo l’analisi di Bankitalia, la strategia si è riversata sui clienti. Addirittura il 57% di loro ha dichiarato di aver riscontrato problemi con il bancomat, con un 17% ritrovatosi davanti a un Atm privo di denaro o non funzionante. Un altro 43% ha affermato di aver incontrato problemi a causa della chiusura delle filiali, specie coloro più in difficoltà con i servizi di homebanking. Senza contare il problema dei costi. Prelevare potrebbe diventare a breve un cattivo affare, se non lo è già diventato. Dalla commissione interbancaria di 0,49 euro su un singolo prelievo, esiste il rischio concreto di un prezzo in salita. Una situazione preoccupante.