Pratica spesso associata all’evasione fiscale, il trasferimento di soldi (anche contanti) in un altro Paese può essere anche una necessità. Ed è ben regolamentata.

Soldi estero quantità
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La strategia del governo (e delle banche) è ormai abbastanza chiara: progressiva riduzione dell’utilizzo del contante e largo agli strumenti di pagamento tracciabili. Una linea guida che l’esecutivo a guida Draghi ha adottato allo scopo di scoraggiare e, al tempo stesso, contrastare l’evasione fiscale in Italia, indicata dall’ex governatore della Bce come il principale problema del Paese. Una condizione che mette in chiaro come l’utilizzo del contante rappresenti una prassi che il governo punta a mettersi alle spalle.

Certo, per quanti incentivi possano esserci, non sarà una procedura semplice, né particolarmente agevole. Molti italiani, infatti, ricorrono ai soldi contanti con una certa frequenza, specie per le spese più esigue, il che renderebbe il piano dell’esecutivo di per sé insufficiente. Una spinta in più potrebbe essere data dalle banche stesse, sempre più propense a disincentivare i prelievi (alcune addirittura hanno previsto la chiusura degli sportelli atm). Tuttavia, almeno per il momento, il denaro liquido continuerà a circolare.

Trasferire soldi all’estero, quando e come avviene

In questo quadro, risulta anche fonte di qualche dubbio il momento in cui c’è bisogno di portare i propri soldi con sé all’estero. Sì, perché per quanto possa sembrare una pratica associabile a dei furbetti e strettamente connessa all’evasione fiscale, spesso un trasferimento può avvenire anche per necessità. E restando naturalmente entro i pieni confini legali, nel momento in cui si rispettano tutte le regole del caso. Ma quanti soldi, effettivamente, possono essere prelevati dal conto corrente e portati all’estero senza incorrere in sanzioni? Tecnicamente si parla di esportazione di valuta e possiede una regolamentazione ben precisa.

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Se si dovesse trascorre un periodo all’estero in luoghi dove i bancomat non sono frequenti o magari ci si trovasse a dover vivere in un altro Paese quel tanto che basta per rendere conveniente aprire un conto, occorreranno dei soldi. I quali potranno essere portati con sé solo se di provenienza lecita e se derivanti da guadagni dichiarati fiscalmente. Va fatto comunque un distinguo: trasferire un quantitativo di denaro tramite banca non comporta grossi problemi. Farlo in contanti, invece, bisogna attenersi ai limiti: 9.999 euro per l’esattezza, mentre occorrerebbe una dichiarazione all’Agenzia delle Dogane per cifre superiori, attraverso un modulo di trasferimento di valuta contante. Nel documento, andrà chiaramente indicata la provenienza dei fondi e in che modo il denaro verrà impiegato. Si tratta di un obbligo inderogabile. Un’eventuale violazione significherebbe guai seri: sequestro immediato di parte della somma e sanzioni amministrative da 300 euro. In su.