L’obiettivo è vincere. Ma le elezioni comunali sono comunque un costo per i candidati sindaci. Ecco un caso limite.

Elezioni comunali costi
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Probabilmente è una domanda che in tanti si sono fatti, senza riuscire a darsi una risposta. Il problema è che quando si parla di campagne elettorali per il proprio Comune di appartenenza, si tende a guardare alla sostanza più che alla forma. Nel senso che l’obiettivo dei cittadini è che al timone della propria città ci sia qualcuno in grado davvero di fare qualcosa per loro. Ecco perché, a fronte della speranza dei risultati, il fattore costi passa in secondo piano.

Questo, comunque, non significa che i costi non ci siano. In città grandi come in quelle più piccole, i candidati sindaci dovranno sostenere le loro spese per riuscire a garantirsi un posto di rilievo al lotto finale. Anche perché, la lista dei costi è piuttosto lunga e le elezioni comunali, pur in un contesto meno ampio delle nazionali, il loro daffare lo danno. Tra manifesti e pubblicazioni, spot elettorali (soprattutto radiofonici) e altre forme di pubblicità, vanno considerate anche le varie presenze, l’organizzazione di conferenze, affitti di locali per manifestazioni, oltre che le spese per la riproduzione di materiale audiovisivo.

Un esempio riportato da larena.it, dimostra come la presentazione di una lista comporti una serie di uscite che, da candidato a candidato, alla voce finale può avere importi anche parecchio diversi. Sono loro stessi a presentare dei bilanci preventivi, entro i quali contenere tutte le uscite per le loro iniziative. Un sistema che richiama quello americano, seppure in una misura minore, in cui spesso i candidati sindaci rinunciano a concorrere proprio per uno sforamento del budget iniziale. Qui succede più difficilmente. Ma le spese sono tante e i costi si attestano a livelli anche abbastanza elevati.

Elezioni comunali, la lista della spesa: il caso del Veneto

Nel caso del Veneto, citato proprio da larena.it, basti pensare che uno dei candidati delle elezioni comunali di San Giovanni Lupatoto, secondo le dichiarazioni sottoscritte dello stesso, ha stimato una previsione di spesa di 15 mila euro in costi di propaganda. Agirà comunque con il sostegno del Centrodestra storico. Altri candidati viaggiano su costi minori. D 4.250 euro a 2.900, anche a seconda delle possibilità dei propri partiti di appartenenza o delle coalizioni a loro sostegno. In una città più grande, come Benevento, il costo massimo raggiunto è 49.350 euro.

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Per quanto riguarda le dichiarazioni, l’obbligo risale al 1993, ovvero all’epoca di Tangentopoli. Una norma che stabiliva come i candidati sindaci di città con un numero di abitanti superiore a 10 mila dovessero disciplinare le dichiarazioni preventive e il rendiconto di spesa. Inoltre, entro 30 giorni dal termine della campagna, dovrà essere presentato il rendiconto finale. Insomma, se dovesse mai venirvi l’idea di candidarvi, occhio a quanto spenderete.