Il 22° Congresso mondiale del Reddito universale è iniziato e la questione del reddito minimo è al centro del dibattito globale.

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A Glasgow, in Scozia, il 18 agosto 2021 è iniziato il 22° Congresso mondiale del Reddito universale. Tema principale della discussione è la necessità di un reddito di base capace di contrastare il precariato, lo sfruttamento sul lavoro e la povertà. Il Congresso si svolge online e si concluderà il 21 agosto. Saranno circa 250 gli speaker che interverranno da varie parte del mondo mentre il totale dei partecipanti è di mille persone. La scelta della Scozia come paese ospite del Congresso è legata allo stato avanzato della discussione del reddito minimo nella nazione rispetto ad altri paesi.

Il piano di un reddito minimo universale prende vita

In Scozia si sta dibattendo da tempo sulla questione del reddito minimo universale. La premier scozzese Nicola Sturgeon sostiene un progetto di reddito così come il Parlamento. Sono già stati investiti centinaia di migliaia di sterline per supportare degli studi di fattibilità ed introdurre il progetto del reddito di base universale in alcune contee.

Shona Robison, segretario del Governo per la giustizia sociale ha il compito di elaborare il piano di lavoro per mettere in atto la misura. L’intenzione è di elaborare una garanzia economica che permetta ad ogni persona di avere una vita dignitosa, sana ma soprattutto finanziariamente solida.  L’idea è di fissare un reddito minimo al di sotto del quale non si potrà scendere in nessun caso. La proposta verrà avanzata dal gruppo direttivo con a capo il direttore dell’Istituto per la ricerca sulle politiche pubbliche in Scozia, Russell Gunson.

Le sperimentazioni a supporto del progetto

Durante il congresso verranno mostrate e discusse le sperimentazioni già avviate negli Stati Uniti. Parliamo di decine di città i cui cittadini hanno ottenuto degli aiuti economici attraverso i fondi di sostegno legati all’emergenza Covid. Lo Stato della California ha stanziato 30 milioni di dollari mentre Los Angeles ha approvato un piano di supporto alle famiglie di 24 milioni di dollari per poter garantire a 2 mila nuclei bisognosi circa mille dollari al mese. Il reddito minimo universale, dunque, servirebbe per ridurre la povertà e garantire a tutti uno stile di vita dignitoso. A sostegno del progetto, alcuni sindaci americani hanno formato una coalizione – la Mayors for a Guaranteed Income – per spingere il Congresso e la Casa Bianca ad introdurre un reddito garantito federale.

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Altri progetti pilota in altre nazioni

Canada, Germania e Corea del sud stanno studiando dei progetti di reddito minimo che potranno fungere da progetti pilota per altre nazioni. Per ora i piani vengono mostrati all’interno di programmi elettorali in vista delle elezioni. L’attuazione – se ci sarà – deve, dunque, ancora avvenire. Intanto l’idea del reddito base per tutti si è diffusa in Europa. In seguito alla crisi legata al Covid, è nata l‘Iniziativa dei cittadini europei per il reddito di base che ha raccolto più di 1 milione di firme. La richiesta è di discutere al Parlamento europeo la questione che sta diventando sempre più importante a livello globale.