In che modo assumiamo ossido di etilene e perché è così dannoso per noi? Ecco dove è presente e quanto siamo esposti

Sequestro prodotti alimentari – Nas (Fonte foto: web)

Tantissime volte i prodotti vengono tolti dagli scaffali perché contenenti qualcosa che non dovrebbe finire sulle nostre tavole. Un prodotto ad esempio, ha messo in pericolo i clienti della Coop, ultimamamente, ma succede spesso perché gli elementi sono tanti e i ritiri precauzionali nell’ultimo mese sono stati all’ordine del giorno.

Soprattutto a causa di contaminazione da ossido di etilene che principalmente, si trova proprio nel cibo e nell’aria. Questo, perché viene spesso utilizzata per disinfettare macchinari, strumenti e quant’altro e quindi è facile che tocchi qualcosa, dopo esser stato rilasciato.

Quanto è pericoloso l’ossido di etilene

Parliamo di una sostanza che per alcuni, potrebbe essere anche cancerogena, ma su questo ci sono ancora studi di approfondimento. Questo elemento, detto anche ossirano, è un composto organico semplice. Per averlo bisogna ossidare dell’etilene e facilmente, lo troviamo sotto forma liquida o forma gassosa. Questo elemento, è stato protagonista pochissimi giorni fa, del ritiro di alcuni prodotti alimentari, e come detto ciò potrebbe accadere spesso.

Essendo molto usato per le sterilizzazioni e per abbattere muffe e batteri è facile ritrovarselo accanto al cibo, anche se l’Europa starebbe tentando di proibirne la presenza dove appunto, ci saranno prodotti alimentari. L’inalazione dell’ossido di etilene ha avuto anche riscontri di tossicità del livello 3.8 mg/l per i maschi e 3.0 mg/l per le femmine ed è ritenuto seriamente dannoso.

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Come sempre, c’è da considerare ad ogni singola persona, di che esposizione si parli. Se prolungata può dare effetti ovviamente peggiori, cosa che accade un po’ a tutti noi, senza che ce ne accorgiamo. Basta sostare accanto ad una persona che sta fumando, o alla marmitta di un’automobile, per assumerne un po’ in via aerea. Per aspirazione comunque, è meno pericoloso, ma un operaio che lo tratta, potrebbe subire un’irritazione e già parliamo di livelli meno sicuri. Ancor più pericolosa poi, sarebbe una prolungata assunzione, ma oggi i prodotti sono così controllati, che questo non avverrà mai o quasi.