Ritirato dagli scaffali un preparato per dolci. Una novantina i prodotti già ritirati per possibile presenza di ossido al loro interno.

Dolce ossido etilene
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Ancora un richiamo alimentare e, ancora una volta, c’è lo zampino dell’ossido di etilene. Una sostanza utilizzata per i pesticidi e potenzialmente deleteria per l’organismo se presente in quantità eccessive nei cibi. La quale, negli ultimi tempi, ha iniziato a manifestarsi con fin troppa frequenza nei cibi presenti sugli scaffali dei supermercati europei, tanto da aver spinto l’Unione europea ad assumere posizioni drastiche in merito. L’ultima delle quali ha tolto di mezzo definitivamente il problema.

L’ossido di etilene, infatti, non sarà più consentito negli alimenti, nemmeno in presenza della percentuale finora considerata non rischiosa (0,005 mg/kg). Una decisione importante, con l’obiettivo di eliminare del tutto il pericolo e, soprattutto, impedire che alcuni esercizi vendano lo stesso dei prodotti di poco superiori alla soglia minima. Per questo, nelle ultime settimane, i ritiri per possibile presenza di ossido hanno interessato numerosi supermercati, italiani ed europei (soprattutto in Francia e a Malta).

Ossido di etilene, nuovo ritiro: il prodotto da non comprare

L’ultimo ritiro segnalato dal Ministero della Salute e richiamato in via precauzionale, è un preparato addensante per dolci. Si tratta de L’Ov, appartenente al marchio Molino Rossetto, ritirato dagli scaffali per la “possibile presenza di tracce di Ossido di Etilene nell’ingrediente farina di semi di carrube”. Ovvero, la stessa motivazione di altri cibi predecessori. Come riferito da ilfattoalimentare.it, il prodotto in questione è venduto in astucci da 22,5 grammi con tre buste da 7,5 l’una. Per quanto riguarda i numeri di lotto, si tratta di: L21 061, L20 267, L20 181 e L20 163. I termini minimi di conservazione, invece, sono 02/07/2022, 23/01/2022, 29/10/2021 e 11/10/2021 (EAN 8018211900301 ).

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Il preparato per dolci oggetto del richiamo, è stato prodotto dall’azienda Molino Rossetto Spa, nel suo stabilimento di via San Fausto, 98 a Pontelongo in provincia di Padova. La procedura, anche in questo caso, resta quella standard: chi ha già acquistato il preparato (corrispondente ai dati forniti) è invitato a non consumarlo e a restituirlo presso il punto vendita, così da ottenere il rimborso. Salgono a circa novanta i prodotti già ritirati per possibile presenza di ossido di etilene al loro interno. Una cifra, chiaramente, dovuta anche alle norme più restrittive adottate dalla Commissione europea in materia.