Tutto pronto per il provvedimento del Decreto Sostegni che rimuove l’Imu per i proprietari di immobili con inquilini morosi prima del 28 febbraio 2020.

Imu cancellazione
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In un autunno di piena attività per la riscossione, c’è paradossalmente spazio anche per qualche buona notizia sul fronte delle tassazioni. Un progetto che rientra nella strategia della pace fiscale e che riguarda una delle tasse più odiate dagli italiani, come l’Imu. Per alcuni contribuenti arriva però la bella nuova: l’imposta sarà infatti cancellata e verranno disposti dei rimborsi per le rate già versate. Una misura prevista dalla conversione in legge del Decreto Sostegni e che, chiariamo, sarà un privilegio solo per pochi eletti.

Oggetto del beneficio, saranno i proprietari di immobili che, all’interno, hanno degli inquilini che risultano morosi. Una mossa decisa col Decreto Sostegni per compensare le conseguenze del blocco degli sfratti e che, al contempo, introduce l’opportunità di un’esenzione dal pagamento dell’imposta. Anche in questa ristretta cerchia di beneficiari, a ogni modo, persiste qualche limitazione.

Imu cancellata: i requisiti dei proprietari di immobili

Come detto, non tutti avranno accesso al beneficio della cancellazione. E non basterà nemmeno avere semplicemente degli inquilini morosi all’interno del proprio immobile. Sarà infatti necessario che a questi ultimi sia stato già notificato un provvedimento di sfratto prima del 28 febbraio 2020, ovvero in precedenza rispetto allo scoppio della pandemia. Una disposizione che risponde alle istanze di chi lamentava come il provvedimento di blocco degli sfratti avesse raggiunto anche coloro che risultavano morosi prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria.

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In sostanza, all’aiuto ai cittadini in difficoltà e soggetti a istanza di sfratto si affianca un sostegno ai proprietari di immobili con all’interno gli inquilini insolventi già prima del 2020. Accanto alla cancellazione per il 2021, verranno inoltre disposti i rimborsi per la rata già versata a giugno. Il rimborso degli importi richiederà l’invio di una domanda. Sarà tuttavia necessario attendere il decreto attuativo per il quale, comunque, non ci sarà da attendere molto. Almeno stando alle ultime informazioni in questo senso.