L’Istituto procede alle verifiche dei requisiti e per il 2017 riscontra diverse posizioni irregolari. E la pensione d’invalidità vacilla.

Invalidità revoca
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Accertamenti in corso da parte dell’Inps, nuovamente focalizzati sulle pensioni di invalidità. L’obiettivo è verificare che i beneficiari di tali prestazioni siano effettivamente in possesso dei requisiti necessari. A comunicarlo è lo stesso Istituto che, nel messaggio del 28 luglio scorso, aveva inoltre precisato come le prestazioni di invalidità civile fossero collegate al reddito del percipiente, così come l’assegno sociale. Un requisito che, chiaramente, si affianca anche alla percentuale di invalidità fisica, in misura tale da compromettere l’attività lavorativa.

La seconda prerogativa varia in base alla patologia e alla gravità del caso specifico. Per quanto riguarda i limiti reddituali, invece, per l’anno 2021 ci si attesta a 16.982,49 euro per poter accedere alla pensione di invalidità. Si parla di reddito personale annuo. Si ritiene necessaria, quindi, la presentazione di un modello reddituale che attesti il rispetto dei requisiti richiesti e, in questo modo, si guadagna il diritto ad accedere al trattamento.

Pensione di invalidità: per chi è a rischio e perché

A regolamentare la questione interviene l’articolo 13 del decreto legge 78 del 2010, al comma 6. Qui si specifica che i titolari di prestazioni (come la pensione di invalidità) connesse al reddito, sono tenuti a comunicare i dati reddituali agli enti previdenziali eroganti, qualora non debbano comunicare integralmente la situazione reddituale all’Amministrazione finanziaria. Mancare di osservare questa regola, comporterà dapprima la sospensione della misura e, in seguito, la sua revoca. Gli accertamenti in corso da parte dell’Inps vanno proprio in questa direzione.

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In particolare, l’Istituto mira a verificare che i beneficiari del trattamento (o i richiedenti) siano in regola per quanto riguarda gli adempimenti previsti. Qualora qualcosa non tornasse, si procederà con i provvedimenti previsti a seconda del caso. Si va, come detto, dapprima con la sospensione, per poi passare alla revoca vera e propria. Sotto la lente, al momento, finiscono i beneficiari della pensione di inabilità, dell’assegno mensile di assistenza e i titolari di pensione perché ciechi civili o affetti da sordità. Stando a quanto riferito dall’Inps nel messaggio del 28 luglio, sarebbero diversi i casi di irregolarità riscontrati. I nodi principali risalirebbero al 2017, anno in cui sarebbero emerse 68.586 dichiarazioni reddituali mancanti.