Primephonic è una startup olandese con sede ad Amsterdam, che è stata recentemente comprata da Apple. Operazione di valore strategico, che vuole puntare sulla popolarità che in poco tempo ha saputo ottenere questa startup.

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In tempi nei quali lo streaming è una passione in crescita per tanti appassionati di film e serie tv, gli amanti della musica classica hanno un problema. Infatti, non sanno in quale modo ascoltarla sul web. Piattaforme come Spotify, Tidal, Apple Music presentano offerte anche per questo settore musicale; ma si tratta delle opere più conosciute, con registrazioni non sempre all’altezza dell’opera originale. Vero è però che da alcunu anni Primephonic ha inteso finora invertire la rotta.

Per ovviare  a questo ‘buco’, la comparsa di un’azienda che ha inteso dare la giusta visibilità sul web ad un settore della musica, appunto quella classica, che ha molti più appassionati di quanto si possa credere.

Primephonic ha insomma inteso finora portare avanti la missione di dare alla musica classica il meritato spazio anche nel catalogo internet; accanto a generi più popolari come il rock o il pop.

Ne parleremo di seguito, ma con un occhio alle ultime novità per Primephonic: infatti la piattaforma è stata appena acquisita da un big come Apple. Vedremo allora anche quali sono i piani dell’azienda di Cupertino in merito a questa nuova e strategica acquisizione.

Perché Primephonic è stata acquisita da Apple

Spiegare in che cosa è consistito Primephonic fino all’acquisizione da parte di Apple non è impegnativo. Infatti, l’app in sé è stata sempre molto simile a Spotify anche sui piano grafico. Intuitiva la navigazione tra gli album, gli interpreti e i singoli brani, il salvataggio dei propri brani preferiti, la creazione playlist e il download così da poterli sentire online. La novità sostanziale, che molto probabilmente ha attirato l’interesse di Apple, è rappresentata dalla ricchezza del catalogo dei brani di musica classica; ma anche la sua razionale organizzazione. Si può scegliere un compositore toccandone il ritratto. Altrimenti, si può scegliere un periodo di riferimento come medioevo, barocco, ventunesimo secolo. Tantissimi i generi disponibili: orchestrale, da camera, sperimentale e perfino le colonne sonore. Ma non solo.

Primephonic ha poi avuto finora un’altra caratteristica di particolare rilievo: la distinzione tra i vari ruoli come compositore; direttore; interprete, ossia cose che le altre piattaforme non fanno, raggruppando spesso i vari nomi sotto un’unica etichetta. E tutto ciò con un occhio di riguardo verso la musica classica. Lo abbiamo appena accennato: l’acquisizione da parte di Apple di Primephonic è un’operazione con un ben preciso obiettivo. Secondo le ultime indiscrezioni, Apple infatti lancerà un’app ad hoc, interamente dedicata alla musica classica nel 2022. E proprio in vista di Apple Music Classical, la grande azienda americana ha annunciato in queste ore l’operazione di acquisizione della piattaforma di streaming di musica classica in oggetto.

Primephonic, con sede ad Amsterdam arricchirà sicuramente il catalogo dei contenuti offerti da Apple alla clientela, specialmente con riferimento ad un genere musicale finora di nicchia, rispetto all’approccio generalizzato allo streaming di Apple Music.

Secondo quanto riportato in un’intervista con il CTO di Primephonic pubblicata lo scorso anno, il servizio è stato già lanciato in 150 paesi del globo, riporta TechCrunch. “Sembra anche avere una fascia demografica più anziana rispetto ai servizi di streaming più generalizzati”. Insomma, gran parte degli utenti ha più di 50 anni ed è istruita sopra la media.

Apple ha dunque chiaramente notato il valore strategico dell’operazione, che da un lato gli consente di essere molto presente con un catalogo ricco (appunto quello di Primephonic) in un settore finora poco presidiato; mentre dall’altro gli permette di ampliare la clientela, allargandola alle persone di mezza età e anziane, solitamente tra i principali fruitori di questo genere musicale.

Perché Primephonic è una piattaforma musicale diversa dalle altre

Fino alla data dell’acquisizione da parte di Apple, Primephonic si è sempre distinta dalla concorrenza. Ecco perchè ha saputo attirare l’attenzione di un big come Apple.

Infatti, mentre le piattaforme più note hanno organizzato la loro indicizzazione; ricerca e sistema di royalties sulla base di brani di una durata dai 3 ai 4 minuti in media – e che individuano nell’artista, nel titolo della canzone o dell’album i fattori essenziali di ricerca – la app Primephonic è stata sviluppata da uno staff di tecnici, che si sono occupati nel dettaglio dei metadati di ogni brano; permettendo per un determinato titolo, di poter navigare tra i tanti direttori che l’hanno diretto; le orchestre e gli artisti che l’hanno interpretato, le etichette discografiche che l’hanno pubblicato. Molti dettagli che solitamente le aziende concorrenti non forniscono agli utenti.

Insomma, una navigazione assai particolareggiata e ricca di dettagli che piacciono ai cultori del genere. Un indubbio segnale che fa capire che dietro Primephonic c’è tanto lavoro di qualità.

Il punto di forza di Primephonic è la qualità del suono

Primephonic è stata fondata nell’autunno del 2017 da tre giovani appassionati della musica classica. L’idea era quella di superare l’esperienza limitata di musica classica su Spotify e Apple Music; infatti era viva la preoccupazione per il futuro della musica classica sul web. Vero è che il business della musica si sta spostando verso il settore dello streaming, un mondo senza negozi di CD; negozi di download o canali radio. Pertanto, era necessario adeguarsi al nuovo ambiente, con un’offerta all’altezza.

Ecco allora la startup olandese, la quale ha avuto una trovata geniale: offrire musica classica di qualità audio superiore ad un pubblico di nicchia, appassionato ed esigente. E la scommessa è stata vinta, giacchè in soli tre anni Primephonic si è ritagliata uno spazio non marginale nello streaming online di qualità.

Il catalogo di questa piattaforma merita poi grande considerazione. Finora sono stati disponibili milioni e milioni di pezzi di musica classica; e centinaia di migliaia di album classici. Anche questo dà la misura della popolarità di Primephonic, guadagnata in un tempo relativamente breve.

Le parole dei protagonisti dell’acquisizione di Primephonic da parte di Apple

Appaiono interessanti le parole usate da coloro i quali stanno dietro l’operazione in oggetto, le riportiamo di seguito: “Amiamo e abbiamo un profondo rispetto per la musica classica, e Primephonic è uno dei servizi preferiti da chi apprezza questo genere”, ha dichiarato Oliver Schusser, Vice President di Apple Music e Beats. “Insieme, stiamo arricchendo Apple Music di nuovi contenuti classici; e nel prossimo futuro offriremo un’esperienza di musica classica dedicata che sarà davvero la migliore al mondo”.

Inoltre, Thomas Steffens – cofondatore e CEO di Primephonic – ha spiegato che: “Offrire il meglio di Primephonic a chi si abbona a Apple Music è un enorme successo per il settore della musica classica”, poi aggiungendo che “Artisti e artiste amano il servizio Primephonic e ciò che abbiamo fatto per la musica classica; e ora abbiamo la possibilità di collaborare con Apple per offrire la migliore esperienza in assoluto a milioni di persone. Possiamo portare la musica classica al grande pubblico e creare un ponte fra la nuova generazione di musicisti e la prossima generazione di ascoltatori e ascoltatrici”.

Anche gli azionisti di Primephonic condividono l’operazione, e a ben vedere non avrebbero motivi per non sostenerla: “Primephonic è stata fondata per garantire che la musica classica continui ad avere importanza per le generazioni future”, ha infatti detto Gordon P. Getty, uno dei principali azionisti dell’azienda olandese acquisita da Apple.

L’operazione acquisizione della startup olandese: alcuni dettagli

Al momento Primephonic non è più disponibile per chi desidera abbonarsi; e sarà offline a partire dal 7 settembre. Ovviamente l’esperienza non è finita qui: si tratta di una pausa obbligatoria, in vista del lancio nel 2022, da parte Apple Music, di un’app dedicata alla musica classica.

Anzi, Apple ha già annunciato che le playlist di Primephonic e i “contenuti audio esclusivi” saranno i primi ad essere integrati in Apple Music. In futuro, aggiungerà “le migliori funzionalità di Primephonic, tra cui migliori capacità di navigazione e ricerca per compositore e repertorio; visualizzazioni dettagliate dei metadati di musica classica, oltre a nuove funzionalità e vantaggi”.

L’ascesa di Primephonic nel mercato dello streaming dura così soltanto 3 anni: un tempo tuttavia sufficiente alla startup olandese, per dimostrare la bontà dell’idea di base, ossia quella di combinare due settore in apparenza lontani come quello dello streaming musicale e quello della musica classica. Un’idea di certo non banale e costruita con qualità, premiata dall’interesse di Apple e dalla definitiva acquisizione in questi giorni.

Insomma sarà presto disponibile una nuova versione di Primephonic, potenziata sotto il marchio Apple. E mentre il nuovo servizio classico è in fase di realizzazione, l’azienda della mela offre agli utenti Primephonic sei mesi gratuiti di Apple Music. Ciò proprio a compensare l’assenza temporanea del catalogo di musica classica della startup olandese.

Nella scalata di Apple la nuova conquista Primephonic: i numeri parlano chiaro

L’operazione in oggetto si aggiunge alla libreria in costante crescita dell’azienda di Cupertino: si tratta di più di 75 milioni di brani disponibili per i clienti di Apple Music. Spotify, piattaforma di streaming musicale ai vertici sul mercato, segue distanziata, con poco più di 70 milioni di brani.

La strategia di Apple è ormai piuttosto chiara a tutti gli osservatori più attenti. L’azienda americana conquista il mercato non soltanto facendo concorrenza agli altri big, ma anche comprando parte della concorrenza stessa. La finalità è anche quella di acquisire ingegneri con esperienza in specifiche aree o per aggiungere tecnologie chiave a un’iniziativa in corso.

E non deve dunque stupire che alcune delle acquisizioni più significative da parte della società sono state in ambito musicale. Nel 2014 Apple ha comprato il servizio di musica in streaming e il produttore di cuffie Beats per la cifra colossale di 3 miliardi di dollari; e nel 2017 il servizio di identificazione musicale Shazam per un costo di circa 400 milioni di dollari. Ancora, nel 2018 ha comprato Platoon, un servizio per aiutare gli utenti a scoprire gli artisti; versando una cifra che non è stata resa nota. Ora, la nuova operazione su Primephonic, che almeno sulla carta farà felici tutti, ossia Apple, Primephonic, azionisti e ovviamente utenti dei servizi di musica classica sul web.

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Il messaggio agli utenti sul sito Primephonic.com e il rimborso

In questi giorni, sul sito ufficiale Primephonic non compare più l’ampio catalogo della startup olandese, ma un messaggio dettagliato che riportiamo di seguito: “Gentile utente Primephonic, tre anni fa, Primephonic è stato lanciato per creare un futuro migliore per la musica classica affrontando le sfide e le complessità del genere per l’era dello streaming. Ci siamo sentiti in dovere di sviluppare un servizio di streaming che sia davvero classico, quindi è quello che abbiamo fatto negli ultimi 3 anni. Ma per raggiungere pienamente la fase successiva della nostra missione, dobbiamo portare la nostra esperienza di streaming classico a milioni di ascoltatori in tutto il mondo”.

Nel messaggio si trova inoltre scritto che: “Essendo una startup esclusivamente classica, non possiamo raggiungere la maggior parte degli ascoltatori di musica classica globale, in particolare quelli che ascoltano anche molti altri generi musicali. Abbiamo quindi concluso che per raggiungere la nostra missione, abbiamo bisogno di collaborare con un servizio di streaming leader che abbraccia tutti i generi musicali e condivide anche il nostro amore per la musica classica. Oggi siamo quindi entusiasti di condividere un grande passo avanti nella nostra missione: Primephonic si unisce ad Apple Music! Stiamo lavorando a una nuova straordinaria esperienza di musica classica di Apple per l’inizio del prossimo anno; ma sfortunatamente il servizio Primephonic sarà disattivato a partire dal 7 settembre. Puoi continuare a utilizzarlo gratuitamente fino ad allora. Controlla la tua email per maggiori dettagli sulla tua prova gratuita di 6 mesi su Apple Music; il tuo rimborso e altro ancora“.

Per quanto attiene all’argomento rimborso all’utente, sul sito web ufficiale Primephonic si trova scritto che l’utente otterrà un rimborso proporzionale al metodo di pagamento originale. Ciò in base ai giorni rimasti nel proprio abbonamento. Agli interessati arriverà dunque un’e-mail da Primephonic con ulteriori informazioni sul rimborso; insieme a un codice per 6 mesi di Apple Music gratuito (riscattabile prima del 30 novembre 2021). In ogni caso, è disponibile l’assistenza al seguente indirizzo email: support@primephonic.com.

Concludendo, con la mossa strategica dell’acquisizione di Primephonic è del tutto chiaro come Apple intenda scavare un solco rispetto alla concorrenza sul piano della qualità dell’ascolto, tentando di innalzare il livello qualitativo del mondo streaming. E costruendo il proprio valore aggiunto non sul piano della quantità – e in questo Spotify ha provato di avere un forte vantaggio a disposizione – ma sul piano della purezza del suono, e dunque della qualità.