La misura “ponte” dell’Assegno unico non è ancora stata corrisposta a chi ha inoltrato domanda a luglio. L’Inps spiega il perché.

Assegno unico famiglia
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E’ ancora una misura ponte quella dell’Assegno unico 2021, destinato alle famiglie e catalizzatore di non meno di quattro dei vecchi bonus. A partire dall’1 luglio scorso, infatti, è stata concessa la possibilità di inoltrare la domanda per ottenere quella che, a gennaio, diventerà una misura definitiva. Per il momento, tuttavia, sembra che non sia stato erogato alcun importo. Per questo i contribuenti che avevano fatto richiesta hanno interpellato l’Inps, piuttosto prodigo di risposte in questo periodo.

Anche perché l’Assegno unico, come detto, accorperà altre misure già esistenti che smetteranno di essere percepite con l’anno nuovo. Per questo l’Istituto ha inoltrato i primi chiarimenti ai beneficiari, utilizzando addirittura un social network. In risposta a un tweet di una cittadina, infatti, l’ente ha fatto sapere che le domande effettuate a luglio (l’inoltra della signora risaliva al 9) riceveranno l’esito (positivo o negativo) entro il mese di agosto.

Assegno unico, l’Inps risponde: cosa succede coi pagamenti

Come previsto, sui server dell’Istituto di previdenza sociale sono arrivate numerose domande per quanto riguarda l’erogazione dell’Assegno unico. Il quale, ricordiamo, per ora vige in via sperimentale. Il servizio di #INPSascolto (a disposizione dei cittadini proprio su Twitter) fa comunque sapere che le pratiche non resteranno inevase ma riceveranno risposta non più tardi dei primissimi del prossimo mese. Agosto è infatti agli sgoccioli e, calendario alla mano, il rispetto dei tempi dovrebbe tradursi al massimo in una settimana. Dalla risposta dell’Inps, infatti, si evince che le domande non hanno ricevuto una priorità, se non quella legata alla data di presentazione della stessa.

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Il sussidio dell’Assegno unico può essere richiesto dalle famiglie con figli minorenni a carico e, di fatto, accorpa le misure del bonus bebè, del bonus mamma e del bonus per gli asili nido, oltre alla misura degli Assegni familiari (Anf). Tra l’altro, accanto alla dicitura “unico”, l’Inps ha aggiunto anche “universale”, poiché destinato a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, oltre che ad autonomi e disoccupati. Qualora i figli non percepiscano un reddito personale e non risultino coinvolte in attività formative (come i tirocini), l’Assegno unico potrà protrarsi fino ai loro 21 anni di età.