Le 500 Lire Aretusa valgono somme considerevoli, fino a superare i 1.000 euro. Vediamo le caratteristiche della banconota ricercata dai numismatici.

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Quando si ricordano le 500 lire il pensiero corre verso le monete in argento o nella variante bimetallica che abbiamo utilizzato fino al 2002. In pochi sanno (o richiamano alla memoria) che le 500 lire sono esistite anche come banconote, taglio molto diffuso fino alla fine degli anni ’70. La versione cartacea delle 500 lire è stata stampata durante il Regno d’Italia, sotto il comando di Vittorio Emanuele II e in tempi successivi alla seconda Guerra mondiale. In più, sono state stampate vari tipi di banconote da 500 lire, tra cui quella denominata Aretusa a causa dell’effige di una divinità greca presente su una faccia.

Come si distinguono le 500 Lire Aretusa

Le 500 Lire Aretusa hanno su una faccia un profilo di donna impressa sul lato destro e l’immagine di un rapace sulla sinistra. Inoltre, è possibile osservare la presenza di due cornucopie realizzate in filigrana. La banconota è stata stampata dal 1966 al 1975 e le dimensioni sono di 110 x 55 mm.

Per i numismatici, le 500 lire Aretusa possono rivelarsi un pezzo importante della collezione. Chi le possiede, dunque, potrebbe avere tra le mani un piccolo tesoro soprattutto in alcuni specifici casi.

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Qual è il valore della banconota del 1967

Gli esemplari del 1967 sono riconoscibili per il numero di serie che inizia con W03 oppure W04 e hanno un valore di circa 120 euro. Per poter valere tale somma occorrerà che la banconota sia in condizioni Fior di Stampa. Con questa denominazione si intende un oggetto completamente paragonabile al nuovo, con uno stato conservativo ottimo sia dal punto di vista della filigrana che dei colori. Dovrà essere senza pieghe, macchie o rotture e privo di ondulazioni.

Un piccolo tesoro per chi possiede le 500 lire del 1975

Più rare e dal valore maggiore sono le 500 lire Aretusa del 1975, ultimo anno di stampa. Esistono anche in questo caso due versioni, una originale e una sostitutiva. La prima si riconosce per il numero di serie A26 e C26 e ha un valore fino a 800 euro. La seconda ha il numero seriale W05 e può arrivare a valere 1.300 euro. In entrambi i casi le condizioni dovranno essere Fior di Stampa.