Pensione in Romania, meno tasse anche all’Est: come funziona

Pensione all’estero, una scelta difficile. Eppure, numerose persone scelgono un Paese con regimi fiscali agevolati. La Romania ne è un esempio.

Romania pensione
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Non solo il Portogallo. In un periodo in cui si parla della creazione di una regione franca (la Calabria) per godere della propria pensione senza incorrere in tassazioni mastodontiche, restano aperti anche i discorsi relativi alle pensioni da trascorrere all’estero. In questo senso, esistono diversi Paesi, anche nell’Unione europea, che consentono di trascorrere il proprio periodo di pensionamento senza sentirsi gravati da un sistema di tassazione troppo pesante. Il Portogallo ne è un esempio, tanto che la stessa Lega, nel proporre la Calabria come regione tax-soft, aveva parlato del modello lusitano.

Tuttavia, anche all’Est si parla la lingua delle tasse ridotte. La Romania, ad esempio, è uno di quei Paesi in cui le tasse sulla pensione sono meno pesanti, sia per le imprese che per le persone fisiche. Non solo pensionati che terminano la loro attività lavorativa, quindi, ma anche aziende che trasferiscono la propria attività per beneficiare di un regime fiscale agevolato. L’attrattiva è di quelle importanti: per le persone fisiche, si applica una flat tax del 16%, mentre per i pensionati l’aliquota tocca il 10%. Un terzo rispetto a quella italiana.

Come si sposta la pensione in Romania: le procedure

Certo, trasferire la propria residenza all’estero è una procedura che richiede del tempo. Non solo in termini affettivi e di abitudine (bisogna comunque lasciare il proprio Paese e imparare una nuova lingua) ma anche burocratici. L’iscrizione al Registro degli italiani residenti all’estero (Aire), ad esempio, è indispensabile. Oltre a questo, bisognerà trascorrere almeno 186 giorni all’anno nel Paese scelto (in questo caso la Romania), in modo tale da dimostrare che i legami fiscali con quello d’origine sono definitivamente cessati.

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Anche l’Agenzia delle Entrate si muoverà per effettuare i controlli necessari in fase di spostamento di residenza all’estero. Anche per accertare che non vi siano problematiche di falsa residenza o di altra natura, mirante all’elusione delle politiche fiscali. In pratica, se realmente si vuole emigrare all’estero per godersi la pensione, è bene comprendere che i legami con il proprio Paese dovranno essere ridotti al minimo, quantomeno solo nel novero dell’affettività. Tutto il resto sarà soggetto a controllo e questo vale per tutti i trasferimenti in altri Paesi. Romania compresa.