Cosa bisogna fare per evitare di pagare la bolletta dell’acqua

Esiste un metodo che consente di non pagare la bolletta dell’acqua. Vediamo come bisogna agire e quale prassi bisogna avviare

Bolletta acqua
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La bolletta dell’acqua è uno dei costi fissi con cui i cittadini si ritrovano periodicamente a fare i conti. Alle volte è piuttosto onerosa, motivo per cui in alcuni si vorrebbe fare a meno di pagarla.

Al contrario di quanto si possa pensare, questa pista è percorribile. Naturalmente in casi particolari e al verificarsi di alcune tassative condizioni. Vediamo insieme quali sono e perché permettono all’utente di potersi esimere dal pagamento.

Per essere chiari, bisogna conoscere i principali motivi di contestazione della bolletta, che possono essere accolti dai tribunali e prima ancora dinanzi all’Arera (Autorità Garante, la quale deve essere resa partecipe prima di avviare il giudizio dinanzi al giudice).

Bolletta dell’acqua: come si può scongiurare il pagamento

Il primo metodo è piuttosto semplice ed intuitivo ed è quello della prescrizione. In seguito ci sono il calcolo della bolletta in assenza di letture al contatore e infine la natura del soggetto che emette l’ingiunzione fiscale.

Partendo dalla prima situazione, il creditore non può esigere il pagamento una volta trascorsi due anni dalla scadenza della bolletta o dall’ultima lettera raccomandata di sollecito. Una volta trascorso il suddetto lasso di tempo, scatta la prescrizione e il pagamento non è più dovuto. Dunque, il debito si estingue definitivamente.

La bolletta senza lettura è decisamente più controversa. In assenza di un autolettura il calcolo avviene attraverso una stima dei consumi. Ciò avviene attraverso dei metodi presuntivi. Il gestore però è tenuto ad inviare un proprio consulente una volta all’anno, in modo tale che possa compiere questa delicata ed importante operazione.

Il cliente dal canto suo può contestare l’importo qualora lo ritenga spropositato. Deve però fornire delle indicazioni valide e plausibili che possano attestare l’incongruenza della cifra riportata sulla fattura. La contestazione dovrà avvenire pima di fronte all’Arera e poi in caso di insuccesso presso un giudice di pace. 

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Discorso a parte per l’ingiunzione fiscale. Questa misura non può essere applicata se viene emessa da una società privata o mista. Possono procedere in tal senso solo lo Stato e gli altri enti pubblici (come ad esempio il comune nel caso della bolletta dell’acqua).