E’ allarme INPS, non ci sono soldi per le quarantene: lo stipendio dei lavoratori è a rischio

Non ci sono più soldi per pagare le quarantene. L’INPS lancia l’allarme preoccupando i lavoratori che vedranno lo stipendio decurtato.

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Dove sono i fondi? La risposta è che non ci sono più, lo annuncia l’INPS in un comunicato ufficiale. Significa che in caso di quarantena i lavoratori non riceveranno l’indennità di malattia. Meglio non entrare in contatto con un positivo oppure lo stipendio diminuirà sensibilmente dato che i giorni di assenza non verranno retribuiti. L’INPS ha lanciato la bomba e subito sono iniziate le polemiche. Il presidente Pasquale Tridico difende l’ente dicendo che la situazione era nota da tempo e che si era già provveduto ad informare chi di dovere. Ora la speranza è che intervenga il Governo per ovviare a questa grave problematica.

Quarantene come malattia, è solo un lontano ricordo

La quarantena equiparata alla malattia sta diventando solamente un lontano ricordo. I soldi sono finiti e l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale non è più in grado di retribuire i lavoratori. La misura era stata introdotta per evitare che i dipendenti per i quali lo smartworking non è preventivato dovessero chiedere giorni di ferie o permessi non retribuiti in caso di contatto con un positivo. L’obiettivo era quello di non andare a toccare profondamente gli stipendi dei lavoratori e, per un certo periodo, è stato centrato.

Con la circolare 2842, però, si assiste ad una inversione di rotta. L’INPS non si occuperà dell’indennità durante la quarantena dei lavoratori asintomatici ma c’è una notizia ancora peggiore.

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La retroattività della norma, un’altra batosta per i lavoratori

La nuova norma è retroattiva. Ciò significa che tutti i lavoratori che sono stati in quarantena precauzionale dal 1° gennaio 2021 vedranno lo stipendio decurtato della somma prevista per l’indennità dato che le aziende non verranno rifondate. Il presidente Tridico ha più volte chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero del Lavoro di prorogare la copertura ma non ha ottenuto risposta positiva.

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I 282 milioni di euro previsti per il 2021 non sono sufficienti a portare avanti la misura e l’INPS si è vista costretta ad interrompere i pagamenti. A pagare le conseguenze delle inadempienze altrui sono i lavoratori che non possono lavorare in smartworking.