Il Ministro dell’Istruzione spinge affinché la scuola possa riprendere in assoluta sicurezza. Il suo piano però ha già alimentato numerose polemiche 

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Passato il Ferragosto, il pensiero va inevitabilmente all’inizio dell’anno scolastico, che dovrà essere diverso da quello conclusosi a giugno. L’obiettivo è quello di evitare la DAD e far tornare gli studenti tra i banchi in assoluta sicurezza.

A tal proposito il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha tracciato la direzione da seguire, dopo aver raggiunto un’intesa con i sindacati della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Anief. Il tutto è stato ratificato attraverso il Protocollo di sicurezza delle scuole con le norme per l’avvio del nuovo anno.

Scuola: le norme previste dal Governo per il ritorno in presenza

In pratica oltre alla conferma delle disposizioni già vigenti, ovvero quelle sull’obbligo di mascherina in aula dai 6 anni in su, il distanziamento sociale di un metro e l’igienizzazione frequente delle mani, sarà necessario anche il Green Pass per poter aver accesso alle lezioni in presenza.

Dunque, tutto il personale scolastico dovrà essere vaccinato. Allo stato attuale l’85% della categoria ha ricevuto il vaccino anti-covid, ma per garantire maggiore sicurezza agli alunni si vuole cercare di coprire l’intero comparto.

Non sono previsti tamponi gratuiti per i docenti, visto che si vuole evitare di dare un assist ai cosiddetti no vax. Questo privilegio è consentito solo alle categorie fragili, che a causa di patologie gravi o situazioni cliniche complicate, non possono essere vaccinati.

E gli alunni? Al momento non c’è una disposizione che li “obbliga” a doversi sottoporre all’inoculazione. Sono comunque state istituite delle corsie preferenziali per la vaccinazione per i ragazzi dai 12 ai 18 anni.

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Tornando alle questioni pratiche, il Ministero dell’Istruzione attraverso una nota tecnica ha dichiarato che dal 1 settembre al 31 dicembre 2021 è indispensabile la certificazione verde per coloro che prestano servizio all’interno degli istituti scolastici.

La verifica del documento spetta ai dirigenti scolastici e ai responsabili dei servizi educativi, tramite una speciale delega. Al contempo queste figure hanno anche l’arduo compito di dover segnalare coloro che non lo presenteranno. La mancata esibizione infatti è considerata un’assenza ingiustificata e dopo il quinto giorno è prevista la sospensione senza stipendio. La riammissione è consentita solo nel caso ci si attrezzi per garantire la certificazione.