Ignorare una comunicazione via SMS potrebbe essere fatale per il Reddito di Cittadinanza. Una proposta al vaglio dice esattamente questo.

Reddito di Cittadinanza
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Una buona norma è stare sempre attenti ai messaggi che si ricevono. Spesso, infatti, possono nascondere delle insidie (vedi qualche tentativo di phishing) ma, molte volte, contengono anche qualche comunicazione importante. Cosa c’entra tutto questo con il Reddito di Cittadinanza? In realtà molto, visto che la mancata risposta a un semplice SMS potrebbe costare carissimo. Anzi, costerebbe la stessa erogazione del Reddito. Per il momento non c’è nulla di ufficiale ma le voci che si rincorrono parlano di una precisa proposta presentata dalle Regioni.

Il destinatario è il Ministero del Lavoro e la ragione semplice: il Reddito di Cittadinanza è in fase di correzione, con una modifica sostanziale pronta a essere apportata. Il campo è quello delle politiche attive, nel senso che il Governo è in procinto di chiarire alcuni aspetti della contestualizzazione delle risorse, creando un distinguo fra periodo di pandemia e non. Il nodo principale da sciogliere, per quanto riguarda i navigator, è come i Centri per l’impiego propongano le offerte di lavoro a chi benefica del Reddito di Cittadinanza. Un passaggio chiave che, stranamente, è fra i più nebulosi.

Reddito di Cittadinanza, l’SMS-botola: ecco perché si può perdere

La proposta dell’offerta congrua di lavoro è fondamentale per chi fruisce del Reddito. Al terzo rifiuto nei primi 18 mesi, infatti, il diritto decade. E lo stesso accade nei successivi 18 mesi, ma al primo rifiuto. Offerte che, nello specifico, potranno arrivare da diverse parti d’Italia. L’obiettivo è proprio rivedere questo passaggio, semplificando le procedure e arrivando dal navigator al beneficiario del Reddito di Cittadinanza più velocemente. Anche con mezzi meno formali, come ad esempio gli SMS o WhatsApp, conferendo loro un valore legale a tutti gli effetti.

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Ecco perché ignorare un SMS potrebbe risultare estremamente deleterio. Il Centro per l’impiego potrebbe considerare un tale atteggiamento alla stregua di un rifiuto e far scattare tutte le conseguenze del caso. Finanche la sospensione del sostegno economico per mancato rispetto delle condizionalità. Assieme alla perdita del Reddito, si andrà incontro anche all’interdizione dalla richiesta di un rinnovo entro i successivi 18 mesi (6 per i nuclei familiari con minori o disabili gravi). Al momento è solo un’ipotesi, anche perché ci sarebbe l’inevitabile questione dei ricorsi. Aggiornamenti a breve.