I nostri conti correnti sono spiati da ben sette autorità competenti autorizzate dalle direttive europee nell’ambito della lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale.

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Il controllo dei conti in banca diventa sempre più serrato mentre viene ampliata la platea delle autorità che sono autorizzate a “spiare” ogni nostro movimento. Le direttive dell’Unione Europea parlano chiaro e si prefiggono un obiettivo alquanto importante. Lo scopo è identificare gli evasori fiscali, i soggetti che finanziano il terrorismo e coloro che si occupano di riciclaggio del denaro. Parliamo, dunque, di intenti lodevoli che giustificano la violazione della privacy di tutti i cittadini.

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Cosa prevede la direttiva UE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo concernete la direttiva europea 2019/1153. Tale direttiva include le disposizioni circa l’agevolazione dell’accesso ai dati finanziari e ad altri tipi di informazioni fondamentali per poter risalire a reati gravi come il riciclaggio, l’evasione e il finanziamento del terrorismo.

Siamo nell’ambito dell’Action Plan pubblicato nel 2020 dalla Commissione Europea con lo scopo di migliorare e potenziare gli strumenti volti a porre fine ai reati prima elencati. Per mettere in atto la direttiva è stata ampliata la platea degli enti che possono accedere all’Anagrafe Tributaria dei conti correnti.

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Chi può sapere quanti soldi abbiamo sui conti correnti

I soggetti competenti autorizzati a “spiare” i nostri conti correnti sono l’Ufficio Nazionale per il Recupero dei Beni, gli Uffici di Polizia giudiziaria, l’Autorità Giudiziaria, il Ministero dell’Interno, i questori, il Capo della Polizia e il direttore della Dia, la Direzione investigativa antimafia.

Le autorità in questione possono accedere all’Anagrafe Tributario per ottenere informazioni in caso di procedimento penale nei confronti di un terzo soggetto oppure per applicare le misure previste dalle leggi antimafia nell’ottica della prevenzione patrimoniale. Ogni ente non potrà uscire dal proprio ambito di competenza ma ci potrà essere collaborazione tra le varie autorità, la Guardia di Finanza, la DIA e l’Unità di Informazione Finanziaria di Banca d’Italia.

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Quali reati si individuano controllando i conti correnti

Le informazioni che le autorità competenti studieranno sono volte all’identificazione di reati specifici. Si tratta di reati associati per i quali è consentito lo scambio di dati tra gli enti. L’elenco include il terrorismo, i reati ambientali, la partecipazione ad un gruppo criminale, l’omicidio, la tratta di esseri umani e di organi, i sequestri e rapimenti, lo sfruttamento sessuale, la rapina e il furto, l’estorsione e la corruzione. Si continua con il traffico di armi, i reati su imposte dirette e indirette, la contraffazione, la falsificazione di moneta, l’abuso di informazioni privilegiate, la criminalità informatica e la pirateria. Concludiamo con la frode e il traffico illecito di beni rubati o altri beni.