Ben 17 mila domanda già in pagamento, quasi 250 mila inoltrate solo a luglio. L’Assegno unico supera il banco di prova prima dell’ufficialità.

Assegno unico figli
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Ben 248.868 richieste per l’Assegno unico, pur nella sua forma temporanea. Questo significa un successo abbastanza atteso ma comunque importante per la nuova misura di sostegno ai figli. Un provvedimento che ha di fatto sostituito una serie di almeno quattro bonus analoghi previsti per la stessa motivazione ma in forme differenti. O, quantomeno, lo farà quando entrerà in vigore a pieno regime. Le domande inviate all’Inps, come detto, sono quasi 250 mila solo nel mese di luglio. Dall’1 gennaio 2022, i numeri potrebbero essere decisamente più alti anche perché, dati alla mano, l’operazione di sostituzione sembra non aver gravato troppo sui contribuenti.

Almeno quattro i bonus che salteranno con l’introduzione dell’Assegno. Tuttavia, i percettori sembrano non averci fatto troppo caso. La misura è destinata a un ampio ventaglio di beneficiari: dai lavoratori autonomi ai professionisti, fino a tutte le Partite Iva e anche le persone disoccupate senza indennità. Inoltre, rientreranno fra i beneficiari anche coloro che non dispongono di un reddito familiare prevalente da lavoro dipendente. Ovvero di almeno il 70%.

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Assegno per i figli, quando sono state pagate le prime domande

Se si vuole approfondire la natura delle richieste, i numeri parlano di un 47,3% di richiedenti che ha inoltrato domanda con un solo figlio minore a carico, mentre il 62,6% delle famiglie viaggia con un Isee inferiore a 10 mila euro. Del resto, i limiti reddituali restano decisivi per capire quanto si andrà a percepire. Ad esempio, coloro che dispongono di un Isee sotto i 7 mila euro, riceveranno 167 euro per ciascun figlio (con incremento del 30% dal terzo figlio in poi). Altri fattori sono appunto il numero dei figli e l’andamento dell’indicatore Isee il quale, crescendo, andrà ad abbassare l’importo dell’assegno. Il tetto massimo, ovvero fra i 40 mila e i 50 mila euro, significherà ricevere 30 euro fino a due figli e 40 dai tre in su.

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In sostanza, le prove generali dell’assegno unico sembrano aver portato un esito discreto. Le domande saranno inoltrabili fino alla fine di settembre, dopodiché occorrerà attendere il prossimo anno (l’inizio comunque) per tornare sull’argomento. Anche perché c’è ancora qualcosa da fare, come decretare a norma di legge sia gli importi che eventuali risorse aggiuntive da convogliare alla misura. Le prime 17 mila domanda sono già andate in pagamento in questi giorni, come comunicato dall’Inps. Ora bisognerà aggiornare gli importi per far sì che non vadano a cozzare con il Reddito di cittadinanza. Il passo più delicato.