La riforma della riscossione non lascia in pace i contribuenti morosi. E’ al vaglio del Parlamento una nuova rateizzazione razionale per un approccio più severo.

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Pace fiscale, la misura nata per dare l’occasione ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco è sempre meno pacifica. L’idea attuale è di razionalizzare la modalità di la rateizzazione dei pagamenti da parte dei morosi per dimostrarsi più severi nei loro confronti. Il Ministero dell’Economia ha, in questa ottica, elaborato un piano di cambiamenti che è ora al vaglio del Parlamento.

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La situazione attuale della riscossione

Fino ad oggi, i contribuenti hanno potuto approfittare di alcuni benefici della pace fiscale. Innanzitutto occorre chiarire quando si diventa debitori del Fisco. Secondo la normativa, bisogna saltare il pagamento di cinque rate di un piano di ammortamento – non necessariamente consecutive – per essere considerati morosi.

Per rientrare nella pace fiscale è sufficiente che il moroso versi in un’unica rata l’intero ammontare del debito in un secondo momento. La conseguenza di questo espediente è stato un accumulo negli anni di multe arretrate da pagare e di tasse da corrispondere per una somma pari a migliaia di miliardi di euro. 

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Morosi, attenzione al nuovo piano del MEF

Il Ministero dell’Economia ha elaborato un piano per modificare il sistema in vigore evitando che i morosi rimangano insolventi a lungo. L’idea è di applicare una morsa per la quale dopo il mancato pagamento di dieci rate del piano di dilazione, il moroso non possa più essere riammesso alla rateizzazione dei debiti.

Il rientro nella pace fiscale, così, non sarebbe più consentito sia per la rateizzazione ordinaria di sei anni con un massimo di 72 rate mensili inferiori a 100 euro per un massimo di 60 mila euro di debiti sia per la rateizzazione straordinaria. Questa prevede 120 rate da corrispondere in 10 anni per debiti di importi superiori a 60 mila euro.

L’obiettivo è unificare Agenzia delle Entrate e Riscossione e semplificare la procedura fornendo ai contribuenti un solo ente di riferimento.