Il tribunale di Modena ha espresso la sentenza. Sospensione ammessa e nessuna retribuzione per il lavoratore che rifiuta il vaccino per il Covid 19.

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Tra polemiche, dubbi e paure arriva la sentenza del tribunale di Modena in riferimento alla questione lavoratore/vaccino Covid 19. E’, dunque, stabilito che il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare l’integrità fisica dei lavoratori mettendo in atto tutte le misure necessarie di prevenzione e protezione.

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La sentenza: sospensione e fermo della retribuzione

L’azienda ha la facoltà di sospendere e di bloccare la retribuzione del lavoratore che non intende vaccinarsi per il Covid 19. L’autorizzazione viene data in quanto il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare tutti i suoi lavoratori. Di conseguenza, può imporre che le misure di prevenzione siano messe in atto.

L’ordinanza numero 2.467 dello scorso 23 luglio 2021 mette per iscritto una regola che coinvolge differenti diritti dei lavoratori. Nello specifico, si legge che ” il datore di lavoro si pone come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali“.

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Le basi della decisione del Tribunale

Vaccinazione costi
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La direttiva dell’Unione Europea del 3 giugno 2020 è alla base della decisione presa dal Tribunale di Modena. Il Covid 19 è un agente biologico per cui è prevista la protezione obbligatoria anche sui luoghi di lavoro. La tutela dei lavoratori da parte del datore di lavoro, dunque, rientra tra i doveri da adempiere al fine di proteggere i dipendenti da rischi esterni.

Le mascherine non sono sufficienti e il datore può richiedere il vaccino senza l’obbligo di fornire indicazioni su vantaggi e conseguenze. I rischi/benefici sono ormai noti e non occorre che il datore di lavoro aggiunga altre argomentazioni a sostegno della decisione. Ma capiamo qual è il caso che ha portato alla citata sentenza del Tribunale di Modena.

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Il caso: due fisioterapiste di Rsa sospese

Una cooperativa di Modena ha sospeso due fisioterapiste senza retribuzione per non essersi vaccinate al Covid 19. Dato che l’allontanamento dal luogo di lavoro è stato comunicato prima dell’entrata in vigore del decreto che imponeva l’obbligo al vaccino per il personale sanitario, le due donne hanno presentato ricorso.

Il Tribunale ha studiato la situazione generale e pur stabilendo che il rifiuto non poteva determinare sanzioni disciplinari ha stabilito che ci potessero essere conseguenze per la valutazione dell’idoneità della mansione. Di conseguenza, chi non si vaccina e si trova ad operare in luoghi chiusi con colleghi può essere sospeso senza retribuzione.