Sono 650 mila le domande nel solo 2021, oltre 100 mila in più del consueto. La pandemia ha fermato le visite per l’invalidità e riempito gli archivi.

Invalidità
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Un diritto che si trasforma in emergenza. Per chi lo vive già lo è ma ora lo diventa anche per chi deve gestire ciò che comporta in termini di sussistenza. Sono ben 320 mila le persone in attesa della prima visita con l’Inps per quanto riguarda l’invalidità civile, mentre altre 860 mila lo sono presso le Asl territoriali. Numeri che oltrepassano di fatto il milione e che rendono l’accesso al trattamento garantito dalla previdenza sociale una vera e propria emergenza. Da sommare a quella che, naturalmente, già vive chi inoltra richiesta.

L’impatto della pandemia ha peggiorato la situazione, costringendo l’Inps a rivedere le strategie per la gestione delle domande di invalidità. Anzi, l’istituto mira a risolvere il problema entro l’anno, disponendo la creazione di un hub centralizzato a Roma e adottando una nuova procedura per le visite, da effettuare in modalità “visita agli atti”. Molto, quindi, dipenderà dalla documentazione inviata dal cittadino.

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Invalidità civile, Inps sommerso: come risolvere il problema

Secondo quanto riferito dal direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, il gap fra richieste inoltrate e accolte è riconducibile a un problema di strutture ma non solo. La questione è legata anche alle disponibilità finanziarie del sistema rendendo plausibile il ricorso alla strategia delle prestazioni in base al reddito. Stando alle norme attualmente in vigore, l’assegno di invalidità civile viene elargito in base al limite di reddito personale di 4.931,29 euro ‘anno. L’importo dell’indennità è pari a 287,09 euro per 13 mensilità, qualora la riduzione della capacità lavorativa sia compresa fra il 74% e il 99%. La pensione di inabilità, invece, ha soglia fissata a 16.982,49 euro l’anno.

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La pandemia, come detto, ha giocato il suo ruolo. Come spiegato ancora dall’Inps, durante lo scorso anno sono state sospese numerose visite e, per questo, più di 150 mila pratiche si sono accumulate. Procedure interrotte fino a novembre ma un periodo sufficiente per affogare gli archivi dell’istituto e rendere l’accesso all’invalidità civile estremamente complicato anche per le persone più in difficoltà. In ballo, solo per il 2021, ben 650 mila domande contro le 510 mila abituali. Il tutto da smaltire con 300 medici dipendenti e 1.400 in convenzione a 25 ore settimanali. Si prevede l’assunzione di altri 189 ma solo per il prossimo anno. Il cambio di strategia appare il minimo.