E’ capitato fin troppe volte di pensarci. Mollare tutto e ricominciare da un’altra parte. Ragionamento valido qualche secolo fa e anche oggi.

Trasferimento cambiare vita
Foto di RENE RAUSCHENBERGER da Pixabay

Quante volte lo abbiamo detto o anche solo pensato? Mollare tutto, cambiare vita, trasferirsi in qualche luogo esotico e ricominciare letteralmente da capo. Il più delle volte si tratta di un pensiero istintivo, dettato magari da qualche giornata storta o da un momento particolarmente complicato della nostra vita, in cui lo sconforto e il pensiero (spesso errato) di non avere prospettive per migliorare la fanno da padrone. Per chi è abbastanza “anziano” da ricordarselo, il buon Giovanni, in Tre uomini e una gamba, raccontò che con 20 milioni (di lire) era possibile aprirsi un bar in Costa Rica. Centro America, palme, sole e spiaggia. “Tutto l’anno in costume”.

Certo, una scelta simile non è priva di rischi. Oggi come allora. Diversi modi di vivere, adattamento necessario e nessuna certezza che tutto vada come previsto o come sperato. Ancora una volta, in (parziale) aiuto può venire la rete. Esistono infatti una miriade di siti, forum e chat di gruppo che mettono insieme le varie esperienze di chi ha fatto il proverbiale “colpo di matto”. Mollare tutto e cambiare vita. Ripartire magari dai Caraibi, dal Sud America o, perché no, persino dall’Africa. Ma anche dalla Cina o da un altro Paese europeo, addirittura dall’Australia. Le mete sono diverse, tutte con una loro peculiarità. L’obiettivo però è comune: ripartire da zero oppure avere quelle possibilità che il proprio Paese d’origine non ha concesso.

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Mollare tutto e vivere all’estero: possibili vantaggi e rischi

Non si tratta per forza di una fuga di cervelli. E’ vero che molte persone che espatriano per avere delle possibilità in più di svolgere la propria professione. E’ anche vero, però, che molti altri semplicemente optano per l’estero per aprire un’attività, lavorare in un locale o in un semplice ufficio. La lingua è una questione importante ma sembra quasi l’ostacolo minore. Anche perché, a guardare le mete (in molti casi esotiche), la barriera linguistica potrebbe sembrare piuttosto irta. Se invece le persone scelgono quelle destinazioni, è evidente che non è così. Ad esempio, come riferisce mollotutto.com, qualcuno ha scelto di vivere in Tunisia con la propria famiglia, dopo essere stato colpito duramente dalla crisi del 2008. Rosario, oggi 45enne, gestisce l’associazione Tunisia da vivere, volta ad aiutare i pensionati italiani al di là del Mediterraneo.

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Altri ancora hanno deciso di vivere a Capo Verde, a Boa Vista, per lavorare in un’agenzia immobiliare. Un altro, Pablo, a Playa den Bossa (Ibiza) ha aperto un bar, cogliendo quell’occasione che in Italia non aveva avuto. Vanni, invece, gestisce appartamenti in Florida, un mercato ritenuto piuttosto florido. Certo, c’è anche chi non ce l’ha fatta ad adattarsi e si è visto costretto a tornare. Del resto, non sono certo poche le persone che, anche per semplice esperienza, hanno vissuto per un periodo all’estero. Qualcuno ha iniziato in questo modo e ha finito per restarci tutta la vita. Ad altri è capitato l’opposto. Sperando di poter cambiare vita, sono tornati a fare quella di prima. Non sempre bastano 20 milioni (di lire) per ricominciare da capo…