L’estate si preannuncia rovente per tutte quelle persone che hanno cercato di raggirare il Fisco ottenendo senza requisiti i contributi a fondo perduto. Le sanzioni arriveranno anche al 200%.

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L’Agenzia delle Entrate si è posta un obiettivo. Recuperare i contributi a fondo perduto che non spettavano multando i “furbetti” con sanzioni pesanti, comprese tra il 100 e il 200% di maggiorazione rispetto all’importo da restituire. Il progetto di riscossione rientra nelle misure messe in atto per arginare il più possibile l’evasione e la frode fiscale e verrà realizzato tramite l’istituzione di codici tributo attraverso i quali si verserà la somma dovuta.

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Risoluzione 45/E: cosa afferma la nota del Fisco

Il 7 luglio 2021 è stata pubblicata la risoluzione 45/E in cui l’Agenzia delle Entrate afferma che tutti coloro che hanno ottenuto i contributi a fondo perduto senza averne diritto – in parte o totalmente – dovranno restituire l’importo qualora la verifica antimafia attesti la mancata presenza dei requisiti.

Il recupero delle somme da parte del Fisco sarà maggiorato con sanzioni e interessi pesanti e destinatari della disposizione sono tutte le categorie di ristoro assistite durante la pandemia. La definizione agevolata non è consentita e il contribuente dovrà corrispondere la sanzione compresa tra il 100% e il 200% del contributo che è stato incassato.

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I codici tributo per la riscossione dei contributi

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Il Fisco ha segnalato nella risoluzione 45/E i codici tributo da utilizzare per versare la somma dovuta. Il codice 7500 si riferisce al “Recupero contributi fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 – contributo; il codice 7501 riguarda, invece, gli interessi relativi al recupero dei fondi erogati dopo la pandemia mentre il codice tributo 7502 fa riferimento alle sanzioni applicate.

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Come rimediare all’errore

Il Fisco è pronto a punire con multe salate chi ha tentato di raggirare il sistema incassando somme non dovute. Contemporaneamente offre la possibilità di rimediare ad un possibile errore restituendo l’introito con il pagamento di sanzioni ridotte. L’operazione da attuare è il ravvedimento operoso. Parliamo dell’istituto giuridico che nasce proprio per consentire ai contribuenti di ripristinare la legalità che è stata violata in ambito amministrativo.

La lotta all’evasione fiscale e alla frode porterà a controlli sempre più frequenti e su larga scala. Le verifiche ai grandi contribuenti saranno preventive ed effettuate attraverso i tutoraggi alle cooperative compliance. L’attenzione, poi, sarà alta anche sull’analisi di rischio relativa ai gruppi di appartenenza, comprese le piccole e medie imprese. L’obiettivo del Fisco è il recupero di circa 14 miliardi di euro.