Dal 3 luglio, via al divieto: niente più plastica monouso. Stop a oggetti come cannucce, palette e aste per palloncini.

Plastica divieto
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Il 3 luglio è stata una data importante per il progetto del Green New deal. Da quel giorno, l’Europa ha ufficialmente iniziato la sua battaglia contro la plastica, soprattutto nella variante monouso, ponendo fuori commercio alcuni oggetti che, finora, erano stati parte integrante della nostra quotidianità. Quindi il 3 luglio: una giornata per certi versi storica visto che, da quel momento, è di fatto iniziata la messa al bando degli oggetti in plastica di consumo largo ma limitatissimo nel tempo. Praticamente gli usa e getta.

Meglio abituarsi. Tantissimi oggetti che finora siamo stati abituati a utilizzare, una volta esauriti quelli in vendita, non verranno rimessi a disposizione dei consumatori. Cambierà tutto in sostanza, con la prima vera sterzata contro l’uso della plastica nel largo consumo. Questo per un motivo molto semplice: evitare che questi oggetti finiscano per sbaglio in terra o non vengano differenziati, creando un serio problema di inquinamento e mancato smaltimento.

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Plastica monouso, la lista nera: questi oggetti spariranno

Limitare danni all’ambiente, in sostanza, passa da questo: azzerare l’uso di oggetti che, seppure di uso comune, possono alla fine essere accantonati senza troppi rimpianti. Come detto, tali prodotti non verranno rimossi ma semplicemente non più distribuiti una volta che saranno terminati. Il che, naturalmente, implica che non verranno più prodotti da qui in avanti. Si parla di oggetti di larghissimo uso, a cominciare dalle cannucce, le palette per il caffè e altri piccole cose che siamo abituati a dare per scontate. E, probabilmente per questo, la black list è piuttosto lunga.

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Si comincia, come detto, da oggetti come le cannucce. E si prosegue con altri quali palette, aste per palloncini e persino contenitori per bevande. Praticamente, una rivoluzione nel nostro stile di vita, considerando che anche altri oggetti come piatti e bicchieri di plastica andranno via. E anche i cotton fioc spariranno dagli scaffali. Tutto in un’ottica di risparmio e, soprattutto, anti-inquinamento. Troppo spesso questi prodotti finiscono in terra e nel mare, addirittura per l’80%. L’obiettivo è darci un taglio. Letteralmente.