Fra i beneficiari che potranno godere della detrazione del 50% sulle ristrutturazioni, figura anche una particolare categorie di persone.

Bonus Ristrutturazioni
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Bonus Ristrutturazioni, uno dei tanti immessi a favore dei contribuenti in tempo di pandemia e utile per chi desidera dare una rinfrescata alla propria abitazione godendo di un’importante detrazione Irpef del 50%. Non è il Superbonus né l’eco ma si tratta comunque di un’agevolazione indirizzata a una platea piuttosto ampia di persone. E la detrazione è di quelle convenienti, se si considera il rientro della spesa del 50% e che fra i beneficiari rientrano anche i contribuenti senza Irpef a carico e non obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi.

Fra questi, figurano i dipendenti che basano il proprio reddito esclusivamente sul proprio lavoro. E che, come requisito, hanno nella Certificazione unica eseguito in modo corretto tutte le varie ritenute Irpef. Coloro che potranno godere del Bonus Ristrutturazioni sono anche i cosiddetti “incapienti”, ossia coloro privi di un sufficiente Irpef da pagare e sulle quali far valere le varie detrazioni alle quali avrebbero diritto.

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Bonus Ristrutturazioni, a chi tocca: la categoria degli incapienti

In sostanza, considerando che le detrazioni fiscali sono le spese sostenute dal contribuente in grado di abbattere l’Irpef lorda, la novità che riguarda gli incapienti è piuttosto importante. La normativa, infatti, prevede il godimento delle detrazione fino alla cosiddetta “capienza” dell’Irpef lorda. Un esempio potrebbe essere indicativo. Un contribuente che detiene un’Irpef lorda di 600 euro e le detrazioni complessive toccano i 1.300, l’importo goduto in detrazione sarà di soli 600 euro (l’imposta lorda nel suo totale). I restanti 700 euro verrebbero persi, senza eccezioni. Ancora peggio sarebbe il caso dell’Irpef a zero. Nessuna detrazione in questo caso.

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Ora, posto che la detrazione fiscale tocca il 50% nel caso del Bonus Ristrutturazioni, la detrazione viene goduta in 10 quote annuali di importo costante. Lo sgravio è quindi ammesso nel limite della capienza dell’imposta annua. La quota che ne resta fuori, non potrà essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda nei periodi successivi. E, quindi, non potrà essere chiesta per il rimborso. Il risultato è che l’importo in detrazione verrebbe perso. Bisogna ricordare però che le quote di detrazioni successive non rientrano in questo discorso. E bisogna anche considerare che, per il Bonus Ristrutturazioni, varrà una regola prevista anche per altre agevolazioni: lo sconto in fattura al posto della detrazione.