In Italia di pagano troppe tasse, o per lo meno troppi di quei soldi finiscono nelle casse dello Stato e basta.

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Tasse (Adobe)

In Italia il peso fiscale è ancora forte, troppo forte. Ma ciò che sorprende, quasi incuriosisce considerando poi le riflessioni che ne scaturiscono è che la mole di tasse che i cittadini ogni anno pagano, in misura esigua arrivano ai vai enti locali. La fetta più grande è dello Stato, è li che si concentra la percentuale più corposa di tutto il bottino insomma. In pratica agli enti locali arrivano le briciole rispetto a ciò che arriva nelle casse dello Stato, nonostante le necessità assai impellenti delle unità territoriali.

Nel 2019, per fare un esempio è stato analizzato un dato che ha visto l’85% del totale del gettito dei tributi destinato esclusivamente all’erario. La restante parte divisa per i vari enti pubblici locali. Circa 75 miliardi su 441 circa. Praticamente niente. Il dato testimonia quanto sia ancora assolutamente centrale il ruolo del nostro Stato in alcuni tipi di dinamiche. Una intermediazione constante che costa soldi e risorse agli enti locali e che spesso comporta ritardi incredibili quando deve essere lo Stato stesso ad erogare fondi verso le altre istituzioni.

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La soluzione al problema, secondo alcuni potrebbe arrivare da una riforma fiscale ed anche in un certo senso degli ordinamenti locali e statali che dia la possibilità alle regioni di gestire, di amministrare, di fare assolutamente da se, senza alcuna intermediazione da parte dello Stato. Le tasse per gli enti locali agli anti locali. Altra questione assai determinante è la pressione fiscale che aumenta, è la consistenza di poche tasse che hanno il pregio, se cosi si può dire, di valere molto più di ante altre imposte varie messe insieme.

Altro dato abbastanza disarmante è l’aumento generalizzato della quantità vera e propria di tasse negli ultimi venti anni. Nel 2000 lo Stato incassava 350,5 miliardi di euro, nel 2019, facendo le giuste proporzioni ed analizzando il cambio con la lira, intasca ben 516,6 miliardi. La crescita in quest’arco di tempo è stata del 47% mentre troviamo 3,5 punti percentuali in più per quel che riguarda la crescita nazionale. L’inflazione? Aumentata del 37%. L’Ufficio studi della CGIA si chiede, cosi come per gli altri dati forniti, come mai un aumento di 166 miliardi di euro di tasse in 20 anni non abbia portato a miglioramenti dell’intero apparato ed ovviamente nel paese.

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Inoltre ci attestiamo come quarto paese per incidenza della pressione fiscale sul Pil. Un dato che di certo non fa onore al ruolo di settima grande potenza. La situazione, insomma, è molto particolare, la macchina dello Stato continua ad essere vecchia e a non volere essere aggiornata, la politica non aiuta, e le tasse erodono tutto ciò che può essere consumato. Gli italiani pagano tanto e non ringraziano uno Stato che non accenna ad essere migliore.