Un ulteriore bonus istituito dal Governo Draghi per chi sceglie di gestire i pagamenti con carta di credito o bancomat.

Pagamento con carta di credito

Il Governo Draghi continua nella sua opera di sostegno per le classi maggiormente colpiti dalla crisi derivanti dalla pandemia di covid. Numerose attività infatti in seguito a restrizioni e chiusure generalizzate hanno infatti subito grossi danni per quel che riguarda il proprio volume d’affari. Inoltre, persiste la volontà del Governo di incentivare l’utilizzo di carta di credito o bancomat per l’acquisto di beni e servizi, il tutto per provare a limitare in maniera decisiva l’utilizzo dei contanti. Combattere l’evasione fiscale resta una priorità per questo Governo.

L’iniziativa contenuta nel nuovo decreto pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale fa parte delle agevolazioni rivolte a commercianti e imprese. Agevolazioni che intendono premiare quanti siano disposti ad accettare e promuovere pagamenti attraverso strumenti tracciabili. Il pagamento digitale, l’utilizzo di carta di credito e bancomat per la compravendita di beni e servizi. La nuova iniziativa agirà direttamente sotto forma di credito di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Le agevolazioni andranno ad abbattere commissioni bancarie costi di acquisto e gestione delle strumentazioni necessarie.

Bonus carta di credito: come funziona e a chi è rivolto

Il bonus carta di credito, sulla falsa riga di ciò che andrà a concretizzarsi sul fronte dell’utilizzo del bancomat, con un rientro sotto forma di credito di imposta fino a 320 euro in sede di dichiarazione dei redditi andrà a riguardare i possessori di partita iva che sceglieranno di adottare il sistema del pagamento elettronico per la cessione di beni o servizi. Chiaramente il fattore principale consiste nell’associazione dello strumento di pagamento al registratore di cassa, cosi da rendere tracciabile ogni forma di pagamento.

Tra i requisiti necessari per accedere al bonus in questione troviamo ovviamente il fatto di possedere un Pos, acquistato o noleggiato. Considerate, inoltre le numerose possibilità di pagamento, come ad esempio quelle per le quali non è necessario inserire il pin personale, viene da se che la dotazione dovrà essere di ultima generazione per non rischiare di non essere in grado di assecondare le necessità dei clienti.

In questo caso, il credito di imposta avrà un valore massimo di 160 euro, assegnato secondo il seguente schema: 10% dell’ importo speso per ricavi compresi tra un milione e cinque milioni di euro, 40% dell’ importo speso per ricavi compresi tra i 200.000 ed il milione di euro, infine, il  70% dell’importo speso per ricavi inferiori ai 200.000 euro.

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Inoltre, nel caso in cui si provvedesse al noleggio ed all’acquisto di Pos, cosi come specificato in precedenza, l’importo del credito di imposta potrebbe arrivare a 320 euro. Il Governo, quindi, ancora una volta investe nella modernizzazione delle dinamiche di compravendita, con il fine di ostacolare l’evasione fiscale dilagante. Tante le iniziative messe in campo. Di recente ha fatto discutere l’annullamento del programma cashback, ben accette invece le ultime proposte appena passate. Anche in questo caso, insomma, il futuro sembra essere vicino. Gli incentivi stimoleranno alcuni processi, secondo l’attuale Governo, la cosa è praticamente certa.