Avere diritto al trattamento pensionistico non significa che questo sia intoccabile. Vediamo quando l’Inps può pignorare le pensioni.

Pensione scacco
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Acquisire il diritto alla pensione non vuol dire, purtroppo, che questo diventi intoccabile. Ci sono dei casi, infatti, in cui l’Inps può stoppare l’erogazione. E questo significherebbe guai grossi per chi beneficia del trattamento, senza considerare che già lo stesso stop arriverebbe a seguito di situazioni poco piacevoli con il Fisco. In effetti, il taglio del proprio assegno mensile potrebbe verificarsi nel caso in cui il contribuente accumula dei debiti nei confronti dell’erario o dell’Inps stesso. Tuttavia, va detto che è anche possibile utilizzare delle strategie per difendere le proprie pensioni.

L’inadempienza rispetto agli obblighi fiscali (o con l’ente erogatore) diventa un possibile veicolo di stop alle pensioni. Il quale si tradurrebbe in una riduzione forzata dell’assegno mensile e, quindi, nel pignoramento presso terzi, che interesserebbe le fonti di reddito del debitore. Il tutto regolamentato dall’articolo 543 del Codice di procedura civile. Per questo all’Inps non resta che mettere nel mirino la pensione del contribuente inadempiente. In modo differente, tuttavia, rispetto agli importi percepiti.

LEGGI ANCHE >>> Pensione, non tutti i posti sono uguali: le città top dove viverla al meglio

Pensioni, cosa accade per le inadempienze fiscali

Come detto, la procedura di blocco è lecita ma non per tutti si manifesta alle stesse condizioni. Nel caso di pensioni elevate ad esempio, perlomeno superiori ai 5 mila euro, l’Inps effettua degli accertamenti per verificare l’assenza di eventuali pendenze nei riguardi del Fisco. Qualora queste risultino, invece, si procederà con la riscossione esattoriale. Innanzitutto scatterà la sospensione del pagamento, dopodiché si avvierà il pignoramento. Solitamente si tratta di un prelievo nella misura di un quinto dell’ammontare complessivo dell’assegno mensile. Questo, naturalmente, dopo aver accertato inequivocabilmente la posizione di morosità del percipiente.

LEGGI ANCHE >>> Pensione, orizzonte anno nuovo: così si esce dal lavoro nel 2022

Il pignoramento delle pensioni viene eseguito dall’Agenzia delle Entrate riscossione. Come detto, tuttavia, esistono dei casi in cui è possibile evitare la misura. Il medesimo pignoramento può avvenire per le pensioni inferiori a 5 mila euro ma, in questo caso, non viene eseguito il controllo preventivo prima dell’assegnazione dell’importo. Qualora fosse accertata in seguito la morosità, le regole applicate sarebbero quelle ordinarie del Fisco riferite al prelievo presso terzi. Al pignoramento è posto comunque un limite: ovvero, non è possibile privare totalmente il contribuente della propria pensione. Una magra consolazione comunque.