Cambiamenti in arrivo col nuovo mese. La Cassa integrazione stoppa i licenziamenti per chi fruisce degli ammortizzatori sociali nel quinquennio mobile.

Licenziamenti
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Altro giro, altro decreto. E con l’obiettivo di concedere un’estate più tranquilla a chi si prefissava già di viverla con l’incubo di una ripartenza completa. Ovvero, con inclusa la ripresa della macchina fiscale e dei licenziamenti sospesi col Cura Italia. In effetti, l’obiettivo era di ricominciare il 30 giugno, disponendo il rilascio delle cartelle esattoriali sospese e terminando con il blocco dei licenziamenti. Una mossa che, a guardar bene, sembra non sposarsi con le prospettive di un Paese che, pur in fase di ripartenza, affronta le scorie di una pandemia che continua a far sentire i suoi effetti in tutti i settori della vita quotidiana.

Ora, con le proroghe in vista, la data di riferimento diventa quella del 30 agosto. Questo significa che a partire dall’1 luglio, contrariamente a quanto previsto, cambieranno alcune scadenze e sarà disposto un nuovo finanziamento per la Cassa integrazione ordinaria. Di fatto, la misura che consentirà di evitare la fine del blocco dei licenziamenti. I datori di lavoro dovranno quindi affrettarsi a fare ricorso agli ammortizzatori previsti dal D.Lgs. 148/2015.

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Licenziamenti, cosa cambia: nuove scadenze e nuove misure

Con l’arrivo del mese di luglio, sarà concesso il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria, così come a quella straordinaria. Tutto previsto dal Decreto Sostegni bis, con tanto di esonero dal pagamento del contributo addizionale, pari a percentuali comprese fra il 9% e un massimo del 15% sulla retribuzione dovuta al singolo lavoratore per le ore integrate. L’entità degli importi, quindi, viene calcolata in base alla fruizione degli ammortizzatori entro il quinquennio mobile, con data ultima il 31 dicembre 2021. Dall’1 luglio, quindi, via libera alla misura di antidoto ai licenziamenti, con possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali entro un limite prestabilito.

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La durata massima, per la Cassa integrazione ordinaria, sarà di 52 settimane nel biennio mobile, mentre il limite sarà di 24 mesi  nel quinquennio mobile per la Cig straordinaria. Vigerà, in questo periodo, il divieto di licenziamento, sia individuale che collettivo, fino al 31 dicembre 2021. Per le imprese, infine, sarà possibile anche ricorrere alla Cassa integrazione in deroga. Per la precisione, 26 settimane per le aziende con calo del fatturato del 50% nel primo semestre dell’anno in corso, fino al 31 dicembre 2021. Il periodo di riferimento è sempre il medesimo del 2019. Unica condizione, la non riduzione dei livelli occupazionali.