Una vicenda incredibile che arriva dalla Valle d’Aosta dove un ristoratore si è visto truffare da un cliente affezionato.

Polizia (Fonte foto: web)

Si erano conosciuti nel più classico dei modi. La vittima un ristoratore valdostano fortemente provato dalla crisi conseguente alla pandemia di covid, il truffatore un cliente entrato gradualmente nelle grazie dell’imprenditore. Frequentava abitualmente il suo ristorante, spendendo anche parecchi soldi nelle varie occasioni, questo aveva fatto si che tra il ristoratore ed il malintenzionato si instaurasse un rapporto di profonda fiducia.

Una serie di confronti qualche idea e qualche spunto lanciato dal truffatore per risollevare le sorti di quella attività, colpita dalla crisi innescata dalla restrizioni dovute alla pandemia. Qualche consiglio interessante e la fiducia del ristoratore che arriva a mettere nelle mani dell’altro la bellezza di 100mila euro. Una serie di investimenti sicuri che avrebbero dovuto contribuire a risollevare le sorti della sua attività, in quel momento segnata dalla crisi.

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Da cliente affezionato ad abile truffatore: dalle richieste di restituzione dei soldi alla denuncia

Il ristoratore, cosi come anticipato, consegna nelle mani del presunto fidato cliente 100mila euro ma dopo qualche tempo nessuna notizia di eventuali risultati. L’uomo è sfuggente trova mille scuse ed alla richiesta di restituzione dei soldi da parte del ristoratore risponde che per quello dovrebbero essere pagate delle penali e che l’operazione si presenterebbe in ogni caso molto complicata. A quel punto il ristoratore stanco di aspettare e convinto di essere stato truffato ha denunciato il tutto in questura.

Altri amici del ristoratore sono stati inoltre avvicinati dal truffatore. In seguito alla denuncia la locale Polizia dopo una serie di accurate indagini è risultato che l’uomo un 50enne aostano non presentava regolare dichiarazione dei redditi dal 2003 e che come anticipato aveva cercato di truffare anche altri amici del ristoratore.

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Per il 50enne truffatore ora l’accusa è di truffa aggravata. In casa sua sono stati ritrovati soltanto 74mila dei 100mila euro sottratti al ristoratore. I soldi erano divisi in mazzette sparsi in ogni angolo della casa. La Polizia continua ad indagare nell’attesa che il caso finisca davanti ad un giudice, anche e soprattutto per tutelare il povero ristoratore truffato da quello che aveva creduto un nuovo cliente affezionato.