Fedez e Vaticano, botta e risposta: la dura replica di mons. Galantino

La potenza dei social network fa sì che il dibattito richieda l’intervento delle autorità vaticane. Galantino: “E’ tutto documentato”.

Mons. Nunzio Galantino
Foto: Web

Forse la nostra epoca vive un paradosso. La potenza dei social network è diventata probabilmente la più dirompente a livello assoluto, ben più di un saggio intriso di fonti o di un’inchiesta basata su dati solidi, reali e concreti. Per dire, l’esternazione di un personaggio noto, con milioni di follower al seguito, pesa sulla bilancia quanto, se non di più, il parere di un tecnico in materia, qualunque essa sia. L’esempio lampante è di questi giorni, con il ben noto video del rapper Fedez che mette nel mirino il Vaticano, “reo” di essere intervenuto sul Ddl Zan in base all’altrettanto ben noto Concordato stipulato con lo Stato italiano.

Al di là del merito della questione, probabilmente la più dibattuta da decenni grazie anche ai suddetti social, resta il fatto. A rispondere al rapper è nientemeno che il presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica che gestisce gli immobili della Santa Sede. Sì, perché l’intervento di Fedez aveva toccato i conti del Vaticano, paventando tasse non pagate e rivendicando la laicità dello Stato italiano. E prima che intervenisse addirittura il Segretario di Stato Vaticano, mons. Parolin, a chiarire che dalla Chiesa non è partita alcuna ingerenza, è proprio l’ex presidente della Cei a tuonare che i conti posti da Fedez non tornano. O meglio, non sono veritieri.

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Fedez e Vaticano, interviene Galantino: i dati del presidente dell’Apa

Fino a qualche decennio fa probabilmente questo non sarebbe accaduto, o perlomeno non in questi termini. L’istanza si manifesterebbe forse in altro modo ma oggi non è più il mondo delle argomentazioni. Oggi basta il social a scatenare le masse. Frasi o video brevi, a volte persino un tweet da battute limitate, possono fare più che un trattato intero. Il sintomo dei tempi che cambiano? Forse, anzi sicuramente sì. Ma ci mancherebbe, ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione pubblicamente. Il “problema”, semmai, sorge nel momento in cui si parla a milioni di follower, magari molto giovani, in fase di formazione e di apprendimento sulle varie dinamiche storiche. Studio della storia che, di per sé, dovrebbe servire a formare una coscienza civile che vada oltre il pregiudizio ma seguendo la logica dell’analisi dei fatti.

La gente decida se vale più un documento o la parola di Fedez“, afferma mons. Galantino nella sua intervista a Il Giornale. Il rapper aveva parlato di un presunto debito monstre del Vaticano, pari a svariati miliardi di arretrati, al quale il presule risponde: “Chi dice che il Vaticano ha evaso 5 miliardi di Imu allo Stato non offre nessun dato che permetta di verificare questa affermazione… Nel 2020 l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha pagato 5,95 milioni di euro per l’Imu e 2,88 milioni di euro per l’Ires. A queste vanno aggiunte le imposte pagate da Governatorato, Propaganda Fide, Vicariato di Roma, Conferenza Episcopale italiana e singoli enti religiosi. Nel 2019 abbiamo pagato oltre 9 milioni e 300 mila euro. Ed è tutto documentato“.

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Non è solo questione di Ddl Zan. L’argomento vero è quello del dibattito, esasperato più che alimentato. Lo scambio di idee in modo democratico diventa una battaglia a colpi di post, il gesto singolo sembra quasi contare più del merito delle proprie azioni. Il problema, in un mondo mediatico e globalizzato, è che tutto passa nell’arco di un momento, mentre la vita di tutti i giorni impone un’attenzione quotidiana sulle problematiche da affrontare per arrivare a fine giornata. E la coscienza civile si riflette nelle nostre azioni a sostegno del prossimo, non nell’atto singolo, per quanto importante. Farsi fotografare davanti a una gigantografia, purtroppo, non equivale a essere andati sulla luna.