Entro il 2040 si punta a una mobilità completamente sostenibile e a emissioni zero. Diesel e altri carburanti pronti ad andare in pensione.

Diesel
Foto di David ROUMANET da Pixabay

Il passaggio definitivo alla mobilità sostenibile non è più questione di tanto tempo. L’elettrico è il futuro in diversi campi e le strategie di sostenibilità l’hanno detto da tempo, ma ancora non era certo quando, in concreto, questo passaggio sarebbe avvenuto. Nel campo delle auto ad esempio, dove il superamento dei vecchi motori sembra ormai il prossimo passo per il nostro Paese, in rispetto di quella rivoluzione green tanto auspicata anche dall’Europa.

Una ventina d’anni. Sembra essere questa la tempistica richiesta per un passaggio sicuro e definitivo. Parecchi anni, a occhio, ma in realtà il giusto compromesso fra urgenza e criterio di costruzione. L’importante, come sempre, è cominciare. Gli effetti, poi, verranno giù a cascata. Il piano “emissioni zero” è comunque stato dichiarato da tempo in seno alla Commissione europea, con riferimento ai veicoli venduti a partire dal 2035. Per quella data, in sostanza, l’Europa vuole che ogni Paese abbia quantomeno iniziato ad accantonare diesel e benzina in favore dell’elettrico.

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Stop a diesel e benzina, il piano “emissioni zero”

Niente di repentino comunque. Le date scelte rappresentano di fatto un periodo cuscinetto, durante il quale i Paesi membri dovranno lavorare al passaggio da diesel e altre forme di carburante a un non inquinante automotive elettrico. Per il 2030, si punta già a una riduzione del 60% delle emissioni delle auto. Un balzo importante, considerando che ora siamo al 37,5% e che l’obiettivo finale è il 100% entro il 2040. Almeno per quanto riguarda l’Italia. Il nostro Paese, infatti, ha posto come data limite proprio il prossimo ventennio, così come spiegato dal ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini.

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Per il momento, comunque, si parla di uno stop alla vendita, non alla circolazione. Questo, naturalmente, al netto di limitazioni spot e progressivamente più restrittive che i singoli comuni possano imporre, specie ai veicoli diesel. Va detto che la novità riguarderà anche le auto ibride che, al momento decisivo, saranno giocoforza equiparate alle vetture termiche. Per il ministro Giovannini, interpellato da Repubblica, ballano 61 miliardi per le infrastrutture e l’obiettivo è anche il loro ammodernamento, anche per rispondere all’esigenza di una sostenibilità futura. Il piano, ad esempio, prevede l’alta velocità al Sud. Non ovunque ma su alcune tratte. Tanto per cominciare.