I giudici della Consulta esprimono dubbi circa la seconda proroga del blocco delle procedure esecutive: “Serve un nuovo bilanciamento”.

Casa esecuzione Corte Costituzionale
Foto di Arek Socha da Pixabay

Intervento deciso della Corte Costituzionale sul delicato tema delle procedure esecutive verso le abitazioni principali, nel caso in cui, naturalmente, il proprietario risulti debitore. I giudici della Consulta impongono una sterzata probabilmente decisiva in direzione opposta allo stop inserito nel Decreto Milleproroghe, ponendo diversi dubbi circa la legittimità della decisione relativa alla seconda proroga del blocco delle procedure fra l’1 gennaio 2021 e il prossimo 30 giugno. La decisione, di fatto, pone la questione della contrarietà a quanto dettato in Costituzione, ritenendo non più bilanciata la tutela giurisdizionale del creditore e quella del debitore.

Una questione piuttosto complessa, dal momento che il pronunciamento dei togati pone il tutto su un piano di proporzionalità. Questo perché, spiegano i giudici, le procedure esecutive delle abitazioni principali sarebbero riprese, dopo la pandemia, in modalità compatibili con la situazione socio-economica. Da qui, la contestazione circa la legittimità della nuova proroga. Fermo restando che, come precisano i giudici, il diritto all’abitazione resta nella natura di “diritto sociale”. Tuttavia, resta il fatto che lo sforzo richiesto ai creditori avrebbe dovuto essere proporzionato alle esigenze reali di protezione dei debitori.

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Procedure esecutive, la Consulta opta per lo stop al blocco

Secondo i giudici, la soluzione è l’introduzione di criteri selettivi, volti a giustificare un’eventuale ulteriore proroga per le procedure esecutive nei confronti dei debitori. Questo, al netto di nuovi peggioramenti del quadro sanitario-economico, che porterebbero in caso all’adozione di nuovi bilanciamenti fra diritto del debitore all’abitazione e la tutela giurisdizionale del creditore. Il tutto, inoltre, riguarda anche coloro che attendono di eseguire uno sfratto nei confronti di chi occupa un’abitazione pur privo di titolo. Lo stesso vale per chi attende il recupero dei canoni non versati dagli inquilini.

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Comunque lo si legga, un passo deciso in direzione della tutela dei creditori, senza dimenticare quella del diritto all’abitazione. La sospensione del blocco delle procedure esecutive dovrebbe avvenire unicamente nel momento in cui si giunga a un corretto bilanciamento fra esigenze reali e tutela dei diritti da entrambe le parti. E a protezione di tutti gli interessi in gioco.