Quattordicesima sulle pensioni di luglio: ecco a chi non spetta

A luglio arriva la Quattordicesima nelle pensioni di tantissimi contribuenti: ma questa non spetterà a tutti

Pensioni (Fonte foto: web)

Finalmente arriverà nel mese di luglio. Si tratta della quattordicesima, che toccherà a tantissimi pensionati, ma non è per tutti. In Italia ad ogni modo, almeno tre milioni e mezzo di contribuenti ne avrà diritto.

Per le pensioni è tempo di buone notizie, ed intanto c’è già chi pensa al modo per andarci anticipatamente già da gennaio 2021. Ricordiamo che si parla di Quattordicesima per quanto riguarda l’integrazione alla pensione erogato dall’Inps e solo se si posseggano alcuni requisiti che vedremo.

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Quattordicesima, a quali pensioni tocca

Innanzitutto, ha questo diritto alla pensione, chi ha già compiuto 64 anni. Ma non c’entra solo il requisito anagrafico. Il reddito, fa la sua parte ed allora, leggiamo le cifre. Esso, deve nel suo complesso, essere uguale o inferiore a 2 volte il trattamento minimo che per vale 13.404,95 euro lordi. Spetta poi, a tutti i pensionati: autonomi, del settore privato, del pubblico, ex lavoratori del settore dello sport e dello spettacolo professionistico. Invece non spetta a chi ha una pensione di invalidità civile, ed a chi possa dirsi titolare di pensione o assegno sociale, rendite Inail e pensione di guerra.

A proposito di pensioni: date un’occhiata qui perché la vostra banca potrebbe restituire i vostri soldi all’Inps. Specifichiamo cosa è inteso per redditi. Si intendono, quelli assoggettabili all’imposta Irpef. L’Inps, eroga la Quattordicesima provvisoriamente e grazie alle informazioni possedute, per poi però riprendere i liquidi, se si scopre che il pensionato non ne dovesse aver diritto.

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Per effettuare i controlli, proprio l’Inps fa in modo da poter incrociare i dati in possesso, con quelli dell’Anagrafe Tributaria sulle dichiarazioni dei redditi. Potrebbe però anche richiedere ciò che serve, direttamente al pensionato. I controlli non avvengono subito, proprio perché una dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, ad oggi non risulterebbe disponibile. Per questo, i suddetti controlli scatterebbero addirittura con un ritardo di sei mesi, come minimo.

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