Le commissioni al bancomat a portata di app: è l’ultima proposta di Bancomat che vorrebbe dare più opportunità ai correntisti

Versamenti presso l'ATM bancomat: quando la banca può indagare
Atm Bancomat (Fonte foto: web)uuest

Il denaro digitale sta prendendo ormai il sopravvento. Ce ne siamo resi conto in Italia dove chiudono sempre più sportelli bancomat, incentivando effettivamente i pagamenti cashless. Tra l’altro sono anche le nuove regole a complicare sempre più le cose. Ora per i prelievi da 50 euro in su cambia tutto.

Tra le altre cose, la liberalizzazione della scelta delle commissioni sta facendo sì che prelevare denaro contante, possa essere sempre meno conveniente, ma le banche non si sono arrese. Si lavora infatti, ad un’app che ci faccia scoprire dove pagare meno commissioni.

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Evita le commissioni con un’app

Perché esistono le commissioni? Non è una mossa per guadagnare da parte delle banche, ma più un “rientro” delle spese di operazione. Questo perché ad oggi, tutta la tecnologia che c’è attorno ad un movimento, costa. Infatti, ci sono da calcolare i costi di gestione per sicurezza, emissione delle banconote, e tutto quanto di tecnologico ci sia attorno, che grava sulle spese della banca.

Ma a preoccupare è ciò che starebbe per accadere. Se fino ad ora le commissioni erano di circa 1/3 euro, da luglio le spese per avere il contante potrebbero salire. L’AD di Bancomat, Alessandro Zollo, ha spiegato in una recente intervista a corriere.it: “Nel nuovo modello il prezzo del prelievo lo farebbe la stessa banca che gestisce il servizio sollevando la banca che emette la carta da ogni tipo di costo. Proponiamo di sviluppare anche una App che consenta al cittadino di geolocalizzare l’Atm nelle vicinanze con le commissioni più convenienti e, comunque, il cliente avrebbe le informazioni sul costo della commissione prima di effettuare il prelievo”.

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Oltre che dare parecchi vantaggi ai clienti, che potrebbero sapere in anticipo i costi che andrebbero a pagare, volendo, evitandoli, il sistema finirebbe per essere anche molto più trasparente. Tra le proposte poi, ci sarebber anche quella di abilitare al prelievi gli stessi Pos, che ad oggi, sul territorio nazionale, sono ben 2,7 milioni.