I voli cancellati durante la pandemia sono stati numerosi e ancora si fatica a capire se i biglietti aerei verranno rimborsati oppure no.

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L’emergenza legata alla diffusione del Covid 19 ha bloccato interi settori compreso quello del turismo. I voli cancellati e, di conseguenza, i biglietti aerei non utilizzati sono numerosi ma non sono stati sostituiti da voucher e nemmeno da un rimborso. Eppure, la vice direttrice generale dell’Enac e un avvocato hanno sottolineato come la richiesta di rimborso sia giustificabile in specifici casi. Scopriamo quali.

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Quando il rimborso per voli cancellati causa Covid è previsto

Le compagnie aeree non rispondono a chi chiede un rimborso o la sostituzione di un biglietto inutilizzato per un volo cancellato a causa del Covid. L’idea di un voucher non sfiora neanche le intenzioni delle diverse compagnie e, così, tante persone si ritrovano con soldi spesi per biglietti di cui non hanno potuto usufruire non per propria volontà.

La domanda che nasce spontanea è se tutte queste persone hanno il diritto di richiedere il rimborso e, in caso di risposta affermativa, quando è possibile. A chiarire la situazione ci ha pensato l’avvocato Edno Gargano durante un’intervista a Striscia la Notizia.

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Rimborso sì, rimborso no

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La Legislazione europea prevede che ogni qualvolta un volo venga cancellato il titolare del biglietto acquistato abbia diritto al rimborso. Allo stesso modo, la persona impossibilitata per cause di forza maggiore a prendere l’aereo può chiedere il rimborso ed ottenerlo.

Durante il periodo compreso tra il mese di marzo e il mese di settembre 2020, lasso di tempo a cui fanno riferimento il maggior numero di rimborsi, era attivo il Decreto Cura Italia in cui si proponeva alle diverse compagnie aeree di procedere con l’erogazione di un voucher sostitutivo del rimborso del biglietto inutilizzato. Al termine dei 12 mesi dal momento dell’emissione del voucher, l’utente avrebbe potuto richiedere il rimborso in denaro.

Dal 30 settembre 2020 in poi, invece, con il ritorno in vigore della Legislazione Europea le varie compagnie avrebbero dovuto erogare direttamente il rimborso.

Cosa ha impedito di rispettare la Legislazione

Data la mole delle cancellazioni dei voli nel periodo marzo/settembre 2020, le compagnie aeree hanno accumulato ritardi su ritardi. La regola di rimborsare il cliente in 14 giorni, dunque, non si è riuscita a rispettare e tuttora si sta procedendo con lenti piani di rimborso. Nel frattempo, dubitando della possibilità di ottenere quanto spetta, il titolare di un biglietto inutilizzato può effettuare un reclamo alla compagnia di riferimento e solo in caso di mancata risposta entro sei settimane si potrà rivolgere all’Enac ed avviare il procedimento (tempistica di circa sei/sette mesi minimo) che si concluderà con una sanzione per la compagnia aerea.