Il servizio del tg di Antonio Ricci indaga su una delle truffe che ultimamente sembra fare molti più danni del previsto.

Truffa poste
Truffa poste

Una pagina che raccomanda alcuni investimenti sui quali puntare praticamente ad occhi chiusi. Poste Italiane, almeno nella pagina e la certezza di un investimento redditizio e sicuro. Con poche centinaia di euro la certezza di riceverne in proporzione molti ma molti di più in pochissimo tempo. Un investimento ad occhi chiusi insomma, peccato però, che cosi come era ipotizzabile, il tutto sapeva di enorme truffa, come indagato dall’inviato di Striscia la Notizia.

Riccardo Trombetta, inviato del tg satirico ideato da Antonio Ricci, ha scoperto infatti la grande truffa che sfrutta, con enorme danno per l’azienda, il nome di Poste Italiane. Il tutto nasce dal consiglio certo riguardo l’investimento da fare. Bata investire 250 euro, si spiega attraverso la pagina incriminata per iniziare a percepire un secondo reddito. Una cifra, fissa, considerevole partendo da un capitale iniziale davvero irrisorio, ma il tutto, ovviamente era fasullo.

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La truffa degli investimenti in Poste Italiane: “Tutto di pende dal titolo Poste Italiane”

Il servizio di Striscia la Notizia (disponibile qui), fa luce, quindi, su quanto promesso attraverso la pagina web incriminata, ma nulla è come potrebbe sembrare, anche nella difesa di chi, di fatto, gestisce la stessa pagina. “Per esempio con 250 euro in massimo due mesi avrei guadagnato 1306 euro, se ne avessi investiti 900 ne avrei guadagnati 4641 e così via, fino a guadagnare cifre altissime – ha spiegato l’inviato del tg satirico -. Se uno investe 250 euro, però, non guadagna nulla”.

Quando però lo stesso Trombetta si è messo in contatto con i responsabili della pagina web per chiedere loro informazioni circa la pagina si è trovato di fronte ad una posizione che forse nemmeno immaginava.

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I guadagni dipendono da come sta andando il titolo delle Poste. Lei va a investire sulle azioni delle Poste italiane in borsa. Abbiamo tutte le carte in regola per fare ciò che facciamo“. La risposta dei responsabili, senza alcun ritegno si potrebbe dire? A voi l’ardua sentenza.